Frode Enav-Finmeccanica: società offshore e fondi neri per appalti truccati

L’esame preliminare dei documenti sequestrati presso le sedi della Selex sistemi integrati e delle aziende che hanno ottenuto i lavori ha confermato quanto dichiarato da Lorenzo Cola, consulente di Finmeccanica, a proposito dei fondi neri utilizzati per pagare tangenti a manager e politici e generare un sistema di appalti truccati per favorire sempre le stesse società.

Il primo esame dei Ros ha anche confermato che sia stato lo stesso Cola, attraverso le società che controllava tramite prestanome, ad intascare la parte più cospicua dei guadagni, lievitati di venti volte in soli quattro anni.

Dalle verifiche svolte dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dai sostituti Paolo Ielo e Rodolfo Sabelli sui lavori effettuati negli aeroporti italiani di Palermo, Napoli, Lamezia Terme, Malpensa e altri scali si evince come attraverso la costruzione delle torri di controllo, la manutenzione dei radar e dei sistemi di controllo del vento e molti altri interventi Enav passasse gli appalti a Selex, che a sua volta individuava le ditte per i subappalti.

Gran parte di questi venivano affidati a Techno Sky, a sua volta controllata da Enav, mentre gli altri finivano ai “soliti ignoti” individuati a trattativa privata in modo da ricevere ingenti somme di denaro.

Attraverso le rivelazioni di Cola e del suo commercialista Marco Iannilli, il procuratore Capaldo e i sostituti Ielo e Sabelli sono riusciti ad individuare due cordate che di fatto si dividevano gli affari: la prima, riconducibile appunto a Cola, comprendente la Arc Trade, la Cogim, la Print Sistem e la Trs; la seconda, invece, include ditte che i magistrati ritengono “riferibili ad attività di Lorenzo Borgogni“, cioè La Renco, la Simav sistemi di manutenzione avanzati, la Chorus services e architecture e la Aicom.

Cola ha anche accusato Borgogni di aver preso “almeno 300 mila euro in contanti e altre utilità”, ammettendo lui stesso di aver intascato un bel po’ di milioni per le sue consulenze.

Dalle fatture si è scoperto, inoltre, come tante consulenze siano state affidate a società offshore per spostare il denaro in Svizzera e in molti paradisi fiscali.

Nel registro degli indagati sono stati iscritti per corruzione e frode fiscale Marina Grossi, amministratore di Selex, Guido Pugliesi e Luigi Martini, rispettivamente amministratore e presidente dell’Ente di assistenza al volo (Enav), Letizia Colucci e Manlio Fiore, dirigenti di Selex, Lorenzo Bolognini, capo delle relazioni esterne di Finmeccanica, Bruno Nieddu, predecessore di Pugliesi all’Enav, e molti imprenditori.

L’indagine ora mira ad individuare gli altri beneficiari della politica e dell’imprenditoria del grosso giro di denaro.

Marco Notari