In Europa voglia di Fibra e Banda Larga

L’annoso tema della diffusione della Banda Larga è un argomento  caro anche all’Unione Europea che ha pubblicato pochi giorni fa l’annuale rapporto sulla situazione nel nostro continente.

Secondo la UE ogni anno è migliore del precedente ed a luglio 2010 la percentuale di copertura, in termini di sottoscrizioni, ogni 100 cittadini europei è del 25.6 contro i 23.9 del 2009. Ancora più determinante è la crescita del Mobile Broadband che si aggira intorno al 45%.

Sappiamo che anche in Italia si dibatte moltissimo su questa tematica. La Banda Larga rappresenta una grandissima risorsa in tempi di crisi, un metodo di inclusione economica per molte aziende che si trovano ad operare in zone sotto ‘digital divide ed un importante ‘fattore abilitante’  per lo sviluppo di nuovi servizi avanzati e la possibilità per le PMI di usufruirne in modalità cloud.

Gli operatori di telefonia hanno già capito che questa è la direzione verso la quale tendere ed alcuni passi concreti li abbiamo ascoltati in conferenze stampa e altri importanti annunci quali il ‘Progetto 1000 Comuni‘ di Vodafone Italia che ha lo scopo di raggiungere con la propria rete, a partire dal Gennaio 2011, un comune al giorno fino al raggiungimento della copertura di tutta la popolazione nazionale.

Ma vediamo in dettaglio la situazione generale.

Per quanto riguarda la percentuale di penetrazione della banda larga fissa, a Gennaio 2010, l’Italia registra un 20% contro un valore minimo del 13% assegnato alla Bulgaria ed un 37,8% della Danimarca.

Percentuale delle famiglie che utilizzano banda larga fissa: quasi un 40% in Italia contro un 90% dell’Islanda ed un 25% della Romania.

Molto dettagliato è il quadro relativo alla suddivisione per tipologia di linea, tra Incumbent (es. Telecom Italia) e New Entrants (Nuovi player nel mercato della fonia fissa).

In Italia le linee DSL Incumbent erano, a luglio 2010, 7.133.981 contro le 5.432.019 dei New Entrants quasi tutti  questi ultimi su tecnologia Unbundling Local Loop e su tecnologie quali FTTH (Fiber to the Home).

E’ proprio parlando di fibra che riusciamo ad avere un ulteriore punto di vista ovvero la percentuale di banda larga fissa europea per velocità di accesso. Sempre a luglio 2010 il 57.5% ha un accesso compreso tra i 2Mbps ed i 10Mbps, mentre il 13.3% si posiziona sotto il 2Mbps. Per differenza le velocità superiori a 10Mbps occupano ‘solo’ il 29.2%. Fatto 100 il broadband fisso Italiano, nemmeno il 10% è coperto da velocità superiori ai 10Mbps.

Sul mobile/wireless si gioca gran parte del nostro futuro in termini di potenza di accesso ed è infatti la stessa Commissione Europea a dichiarare di aver adottato tre misure complementari per il potenziamento della tecnologia che possano 1) dare delle indicazioni alle autorità nazionali in termini di attività regolatorie che possano influenzare positivamente gli investimenti senza penalizzare i regimi di concorrenza 2) lavorare in termini di ottimizzazione dello spettro radio (che rappresenta una risorsa limitata) approfittando del ‘dividendo digitale‘ e della liberazione di parte della banda per la telediffusione e lo spostamento dello stesso a disposizione di nuovi servizi e maggiore copertura civile 3) l’introduzione di nuove forme di finanziamento sulla tematica in oggetto.

Uno degli aspetti più interessanti ed importanti del pacchetto riguarda proprio il punto due ovvero lo spettro radio.

Secondo un Memo Europeo IP/10/540,

“Fino ad ora nella maggior parte degli Stati membri la banda a 800 MHz è stata utilizzata per la diffusione della TV terrestre. Le nuove norme previste dalla decisione stabiliscono le condizioni per l’attribuzione di circa un quarto delle frequenze che saranno disponibili quando gli Stati membri passeranno dalla telediffusione analogica a quella digitale (prevista per la fine del 2012 – IP/09/266). La Commissione sta elaborando un programma strategico in materia di spettro radio (IP/10/232) che terrà conto degli altri elementi del dividendo digitale e che potrebbe prevedere anche una data entro la quale tutti gli Stati membri dovranno mettere a disposizione la banda a 800 MHz”.

Gli obiettivi sono ambiziosi ma non irraggiungibili.

Natascia Edera