La Bonev scagiona tutti: a Venezia ho pagato io

A tentare la difficile mediazione tra i bulgari e gli italiani ci pensa Michelle. Finita nell’occhio del ciclone per le presunte spese affrontate dal ministero della Cultura italiano per insignirla di un premio improvvisato all’ultimo Festival di Venezia, la produttrice di “Goodbye mama rivela la sua verità. Con una tempistica che fa pensare

Mentre Sandro Bondi e il suo omologo bulgaro si rimpallano la “paternità” della spesa che ha portato la delegazione capitanata dalla Bonev sul red carpet del Lido, Michelle scagiona tutti, confessando ciò che fino a ieri aveva preferito tacere: “Intendo rendere onore alla verità in questo fiume di menzogne mediatiche – ha rivelato l’amica dei premier – Il viaggio e il soggiorno della delegazione bulgara a Venezia sono stati pagati dalla mia società ‘Romantica Entertainment srl’ allo scopo di consentire alla cultura bulgara di mostrarsi al Festival dopo 20 anni di assenza”.

“Sono naturalmente in grado di documentare quanto dichiaro – ha continuato la Bonev – La mia società non ha mai ricevuto alcun finanziamento dal ministero italiano per i beni e le attività culturali, né comunque dal governo italiano”. tanto meno – ha aggiunto la produttrice – dal quello bulgaro. Una dichiarazione con la quale l’attrice, protagonista di un dopo Festival (di Sanremo) con Pippo Baudo, è riuscita in un sol colpo ad allontanare le ombre dal dicastero retto da Sandro Bondi e da quello retto da Vezhdi Rashidov.

Resta solo da comprendere il motivo che ha spinto la bella Michelle ad attendere tanto prima di raccontare la verità. Capire cioè quale possa essere stato il senso del suo tacere al cospetto dei montanti sospetti che, in questi 4 giorni, hanno rischiato di rendere tesi i rapporti tra la Bulgaria e l’Italia.

Il suo improvviso outing ha generato qualche perplessità tra i più diffidenti, come Andrea Purgatori, sceneggiatore e membro dell’Associazione “100 autori”. A “Il Fatto Quotidiano” Purgatori ha detto: “Lo abbiamo chiesto 3 volte e lo ribadiamo: Bondi si deve dimettere. E’ la prima volta che sento di un premiato che si sobbarca le spese per ricevere una coccarda. Spero che dopo tutte le promesse non rispettate e una gestione del dicastero nepotista e inetta che lo qualifica come il ministro meno produttivo di sempre – ha concluso lo sceneggiatore – su Bondi spenda una parola anche il presidente Giorgio Napolitano”.

Maria Saporito