Orvieto, lo scultore Nicola Carrino e i “costruttivi trasformabili”

E’ in corso fino al 9 gennaio prossimo la mostra di Nicola Carrino “Scultura e Progetto -Costruttivi/Decostruttivi/Ricostruttivi 1960-2010” che verrà ospitata nelle sede dei Palazzi Papali, Palazzo Soliano e la chiesa di Sant´Agostino di Orvieto.

La mostra è un omaggio alla carriera di questo scultore e progettista tarantino che in questi cinquanta anni di attività ha sempre cercato di mostrare in modo critico ma ponderato le vicissitudini del suo tempo, in particolare quelle la seconda metà del ‘900, suoi anni di maggior fervore e fecondità artistica. Lo stesso artista ha a sua volta omaggiato le opere degli esponenti della Accademia di San Luca (Girolamo Muziano, da Federico Zuccari, Cesare Nebbia, Francesco Mochi e Giovanni Lanfranco) custodite dal Duomo di Orvieto, a cui ha dedicato l’esposizione.

Il merito della mostra è quello di fornire un ampio sguardo sulla produzione dell’artista,così da poterne cogliere l’interessante ricerca formale. Nella giornata inaugurale lo stesso Nicola Carrino ha potuto raccontare direttamente quali sono i percorsi di ricerca artistica che lo hanno occupato, fino all’ultima “passione”, lo studio dei “costruttivi trasformabili”: blocchi lavorati che, attraverso la forma e lo spazio occupato,  entrino in rapporto con l’esperienza sociale del cittadino e la sua identità culturale. Una forma, quella di Carrino, che si fa dunque indagatrice della relazione tra mondo artistico e “mondanità”, di uno spazio che si fa luogo storico. L’artista precisa poi il preciso accento dato ai suoi progetti: “Attualmente i miei lavori si chiamano ricostruttivi”, poiché dopo la costruzione e la decostruzione si sente “la necessità di ricostruire attraverso la semplicità”, veicolo di complessità e significato.

Con “Scultura e Progetto – Costruttivi/Decostruttivi/Ricostruttivi 1960-2010” continua forte e salda l’intenzione del MODO (Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto) di dedicarsi alla presentazione e alla comprensione dei linguaggi artistici contemporanei.

Giorgio Piccitto