SBK, pagelle: Il debutto col botto di Crutchlow

Un’altro protagonista di questra annata 2010 della Superbike è sicuramente stato Cal Crutcholw. Il debuttante inglese a bordo della Yamaha R1 non ha mostrato mai timore e con aggressività ha affrontato la massima categoria delle derivate di serie, stupendo i più e confermandosi un pilota dal talento cristallino. Un mondiale Supersport alle spalle e la ferma convinzione di far vedere al mondo intero tutte le sue capacità. Ripercorriamo passo dopo passo questa cruciale stagione che ha dato una notevole spinta alla sua intera carriera.

Ricerca della messa a punto

In questo campo i piloti si dividono in due classi ben distinte. Quelli che cercano di risolvere i problemi con vari set-up del mezzo e lunghe discussione con i proprio meccanici (Biaggi, Rossi, Checa) ed invece quelli che, come si dice in gergo, guidano “sopra i problemi“, ovvero spingono forte anche se la moto non è perfettamente a posto. Crutcholw è sicuramente di questa categoria. Nelle libere Cal ha sempre tenuto un ritmo molto alto, posizionandosi varie volte in cima a tutti e dimostrandosi quasi subito competitivo. Solo verso la fine del turno altri piloti riuscivano a raggiungerlo e sopravanzarlo, questo perchè erano riusciti a trovare la giusta messa a punto. L’inglese invece aveva come unico scopo quello di andare forte, senza preoccuparsi di mettere a punto la moto in maniera certosina. Particolarità che non aiuta la squadra nello sviluppo della moto, ma non per questo totalmente negativa.

Comportamento in qualifica

Giunto il sabato con la sessione della Superpole, dai piloti ai giornalisti alla gente sugli spalti, tutti sapevano che il pericolo numero uno era Cal Crutcholw. In questa stagione il pilota si è letteralmente scatenato, segnando ben sei pole position e strabiliando per aggressività e coraggio. Giri davvero veloci, certe volte irraggiungibili per nessuno. A volte sessione dominate con disarmante facilità, a volte un incredibile recupero proprio nelle ultime fasi della sessione, quando i giochi e le posizioni si pensava fossero confermate. In un giro soltanto l’inglese riesce a spremere sino in fondo la moto e il suo talento, registrando crono magari mai fatti durante le libere. Un’altro singolare caratteristica nello stile di guida di questo simpatico e sincero ragazzo di venticinque anni.

Comportamento in gara

Il week-end di gara però chiede sempre il conto alla fine. Dopo una qualifica eccelsa, la prestazione in gara in confronto perde. Molte volte è capitato di vederlo partire davanti a tutti, ma già dopo pochi giri vittima di sorpassi e pian piano distaccato dalle primissime posizioni del gruppo. La velocità certamente c’era, ma se non si ha una moto con una messa a punto perfetta non si può sempre spingere al limite per più di venti giri. Era il dazio per non aver cercato il set-up ideale durante le prove libere. Per vincere una gara in un campionato combattuto come la Superbike occorre che tutto sia messo al punto giusto, senza dubbi o problemi aggiuntivi. Molte volte Cal ha dovuto abbandonare i sogni di gloria per questo motivo, ma quando tra le mani aveva una moto che lo soddisfava a pieno allora diveniva quasi imbattibile. Una prova l’abbiamo nel Gp di Gran Bretagna ove ha vinto entrambe le gare oppure proprio nell’ultimo appuntamento stagionale, con vittoria in gara1 e secondo posto in gara2, piegato solamente da un incredibile Max Biaggi. Il pilota quindi è veloce anche in gara, ma pecca sempre di feeling con il mezzo.

Pressione psicologica

Un 2010 così positivo è stato anche dato dalla quasi inesistenza di pressione durante il week-end di gara. Essendo un debuttante non aveva l’obbligo di vincere o fare punti pesanti, e quindi ha potuto correre con assoluta tranquillità e serenità. Un vero lusso, che certamente ha dato una mano in più di una occasione. Inoltre l’aver vinto il confronto diretto con il compagno di squadra James Toseland ha completato il cerchio di una stagione davvero vissuta con il sorriso e a livelli prestazionali altissimi. Sarebbe stato bello vederlo correre nel 2011 con la consapevolezza di essere uno dei piloti più forti, ma purtroppo resterà una mera ipotesi visto la sua scelta di approdare nella MotoGp già dall’anno prossimo.

VOTO

Dopo una prestazione così la sua carriera ha sicuramente ricevuta una sferzata decisiva. Il mondo si è accorto di lui ed il suo nome ora possiede fascino ed importanza. Non è un caso che il team Tech 3 abbia richiesto la sua presenza per sostituire il promosso Ben Spies nella MotoGp, ma questo salto di qualità è stato certamente troppo precoce. Il pilota in termini di velocità non è secondo a nessuno, ma manca di maturità tecnica e visione di gara. Fattori basilari in un campionato difficile come quello del motomondiale. Un’altro anno in Superbike avrebbe giovato alla sua crescita professionale, mettendolo nella condizione di divenire un pilota completo capace di grandi successi. Vedremo se questo passo in avanti lo compirà in MotoGp, intanto il voto per questo 2010 è un 8 pieno. Sarebbe stato anche di più, ma pesa la quasi totale incapacità di portare avanti un programma di sviluppo, fatto che ha penalizzato non poco il team Yamaha Stelingarda per tutto il campionato.

Riccardo Cangini