Sicilia, oltre 120 beni demaniali trasferiti dal Governo alla Regione

Oltre 120 beni demaniali saranno trasferiti dallo Stato alla Regione Sicilia in base ad una delibera del Consiglio dei ministri dello scorso venerdì.

Tra questi si menzionano l’area archeologica di Siracusa, la Valle dei templi di Agrigento, il Palazzo dei Normanni, a Palermo, e tantissimi altri siti ed edifici di pregio della splendida isola mediterranea.

Per la Colombaia di Trapani, per la quale sono necessari urgenti interventi di ristrutturazione, l’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao, che era a Roma su delega del presidente Lombardo, ha chiesto ed ottenuto un decreto specifico, che consentirà di avviare immediatamente  i lavori di manutenzione per “preservarla dal degrado dovuto a anni di incuria ed abbandono”.

I beni che passano dallo Stato alla Regione non sono soltanto beni archeologici e storico-artistici, ma anche caserme e fari e la scelta è frutto di un progetto di vecchia data per lungo tempo portato avanti dalla Regione con cui, come sottolinea l’ assessore regionale all’Economia, ”si realizza il trasferimento di beni che arricchiscono il patrimonio siciliano e consentono di avviare la piena utilizzazione dei fondi europei per la loro valorizzazione”.

“La prova – per Armao – che il federalismo, in Sicilia, anche quello demaniale, passa solo attraverso l’attuazione delle norme dello Statuto e si ricollega a quello già ottenuto dalle altre Regioni”.

“Adesso tocca al federalismo fiscale, dove, l’ho ribadito questa mattina ai ministri competenti, se si procederà lungo il percorso dell’equit e della solidarietà, della perequazione fiscale e di quella infrastrutturale, siamo pronti ad aprire il confronto con lo Stato, ma con l’avvertenza che occorre prima partire dalle norme che garantiscono piena autonomia finanziaria alla Regione a tutela degli interessi dei siciliani che sarebbero travolti dall’attuazione dei decreti approvati dal Governo nazionale nella loro attuale versione”.

Il provvedimento del Governo si inserisce nel mezzo di un vespaio di polemiche incentrato proprio sui fondi Fas destinati alla regione Sicilia e acutizzatosi questa settimana.

Lo stesso  assessore regionale all’Economia ha dichiarato questo fine settimana che “il piano per il Sud comporta un taglio del 10% ai Fas. Alla Sicilia ciò costa 400 milioni, che uniti ai 400 di minori trasferimenti agli enti locali siciliani da parte dello Stato e ai 200 tagliati alla Regione, significa che faremo a meno di un miliardo nel 2011”, facendo eco al governatore Raffaele Lombardo, per il quale “senza soldi si tratta solo di chiacchiere. Sulla carta potrebbe anche essere un bel piano. Ma erano belle pure le cose dette da Berlusconi il 29 settembre o quelle contenute nel programma delle elezioni per il 2008”.

Marco Notari