Bocchino: “Diffidenza Usa sul premier basta e avanza”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:46

Il terremoto Wikileaks spariglia i giochi nella già tumultuosa politica italiana. I cable pubblicati dal sito diretto da Julian Assange, e riportati dai maggiri siti internazionali d’informazione, rischiano di allargare le distanze fra la componente finiana di quella che può esser definita la nvecchia maggioranza e i fedeli dell’asse Lega-Berlusconi. Dai file di Wikileaks,  le note valutazioni sui rapporti del premier con le donne, con Vladimir Putin, col colonnello Gheddafi, e le conseguenti preoccupazioni americane.

Gli Usa non si fidano del governo italiano, è la conclusione di Italo Bocchino, interpellato sull’argomento a Otto E Mezzo su La7. Un elemento in più che comunque, in caso di ulteriori rivelazioni, “basta e avanza” per tirare un giudizio su Silvio Berlusconi. “Penso usciranno altre cose, ma penso saranno cose ‘normali’ nelle note di diplomazia”, spiega tuttavia Bocchino, secondo il quale “E’ emersa la diffidenza del principale alleato, gli Usa“.

“Il presidente del consiglio è il più alto responsabile dei servizi segreti, sarebbe già dovuto andare come routine al Copasir. Lui si è sottratto sinora perché sapeva che aveva i problemi delle foto di Zappadu, l’ingresso di persone che hanno effettuato quelle registrazioni all’interno della sua abitazione che è classificata come dimora di Stato”, ha aggiunto il numero due di Futuro e libertà per l’Italia. Che spiega il capvolgimento di giudizio della truppa finiana nei confronti dell’esecutivo: “E’ emerso questo fatto nuovo, emerge sempre più anche l’anomalia del soggetto politico Berlusconi, che prima faceva pendere dal lato positivo il piatto della bilancia. Ora il piatto pende dall’altro lato”.

v.m.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!