Fazio: La Rai non è pronta per una tv nuova

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:01

“Un’altra tv è desiderata da milioni d’italiani. Ma la reazione dell’establishment politico-televisivo è stata tale da farmi pensare che sia troppo presto“. Così Fabio Fazio, a poche ore dalla messa in onda dell’ultima puntata di “Vieni via con me“, fotografa il contesto che ha decretato lo straordinario successo del programma firmato con Roberto Saviano. “La Rai – osserva il conduttore in un’intervista a “La Repubblica” – non sopporta che la tv pubblica diventi strumento di un vero dibattito sociale, culturale. L’hanno permesso perché non se n’erano accorti, non se l’aspettavano. E nemmeno noi. Ma la prossima volta – precisa – sarà impossibile”.

Per il conduttore di “Che tempo che fa“, insomma, i tempi non sono ancora maturi per annunciare l’avvento di una nuova televisione. Nonostante i risultati in termini di share siano stati straordinari: “Siamo partiti per fare il 12% – dice – Il 15 sarebbe già stato un successo. È arrivato il 30. Perché non lo capisco neppure io. Dai dati ho capito soltanto che una grande fetta di pubblico è in realtà un non pubblico – spiega Fazio – gente che non accendeva mai il televisore”.

“In termini politici abbiamo recuperato l’astensionismo di massa – continua il conduttore di Rai3 – che evidentemente non era indifferenza, ma ribellione alla tv del pollaio, al finto dibattito dove uno dice una cosa, l’altro lo interrompe con il contrario e alla fine non s’è capito nulla, non è successo nulla. Con gli autori abbiamo pensato a una cerimonia. Una cosa certo poco televisiva, semmai teatrale. Fondata sul valore della parola nuda. Un format post o pre berlusconiano – azzarda Fazio – L’unico precedente linguistico era Celentano, i suoi silenzi, la rottura del rito attraverso un altro rito”.

E sulle reazioni suscitate dagli interventi di Saviano: “La narrazione è più libera dell’inchiesta – nota l’autore di “Vieni via con me” – Roberto ha questo dono del divulgatore e poi è un trentenne, appartiene a un generazione non ideologica. Poi certo il programma ha avuto un effetto Sanremo. Dopo quegli ascolti, tutti dovevano intervenire. Ma se questo ha finalmente portato la discussione politica su temi concreti, come la ‘ndrangheta in Lombardia, i diritti civili, l’integrazione degli immigrati, beh, – conclude Fazio – vivaddio”.

Maria Saporito

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