Risultati Colletta alimentare 2010: la generosità non è in crisi

A dir poco sorprendenti i risultati della XIV edizione della Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, tenutasi sabato 27 novembre in oltre 8.000 supermercati.

Grazie all’aiuto donato da più di 110.000 volontari, provenienti da gruppi scout, comunità, enti religiosi e molte altre associazioni, gli italiani hanno raccolto ben 9.400 tonnellate di beni alimentari, una cifra importante segno che nonostante il periodo di crisi che il paese sta attraversando, iniziative come questa continuano ad avere un ampio seguito.

La raccolta dei prodotti, rispetto a quanto raccolto lo scorso anno, è aumentata del 9% : adesso è già cominciata fase della distribuzione, che consisterà nel donare le 9.400 tonnellate di cibo ad oltre 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare, che ogni giorni sfamano ben 1 milione e mezzo di persone.

Dell’iniziativa, entusiasta e orgoglioso, ha parlato così Mons. Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco Alimentare: “Siamo cambiati noi. La Colletta Alimentare è la stessa, ma noi no. Abbiamo partecipato, commossi, allo spettacolo della condivisione gratuita del destino dei nostri fratelli uomini.  Ha il cuore di milioni di persone, piccoli e grandi, lavoratori e pensionati, imprenditori e carcerati – molti dei quali provati dalla crisi economica, e da calamità naturali – è stato mosso dalla carità a una nuova responsabilità personale e sociale, desiderosa di costruire un bene per tutti”.

Meritevole di stima, il risultato raggiunto dalla piccola regione del Molise. Soltanto qui infatti sono state donate circa 36,6 tonnellate di alimenti, alla cui raccolta hanno lavorato mille volontari in 50 punti vendita di tutta la regione: un incremento del 4,5% rispetto al 2009, rispetto cioè alle 35 tonnellate di beni alimentari raccolti lo scorso anno.
”Se la crisi non ferma ma anzi aumenta la generosità del nostro popolo – ha detto Luigi Nigliato, presidente del Banco Alimentare di Abruzzo e Molise – vuol dire che c’e’ un sentire comune molto piu’ radicato di quello che si pensi”.

Martina Guastella