L’attesa della diagnosi crea ansia nei pazienti

L’attesa degli esiti di un esame diagnostico aumenta l’ansia delle persone coinvolte più della notizia della diagnosi stessa della malattia. Lo stato di incertezza che precede i risultati di un delicato esame genera più ansia del sapere di avere giù una malattia grave.

Lo sottolinea una recente indagine della Harvard Medical School statunitense, presentata all’ultimo congresso della Radiological Society of North America in corso negli USA. L’indagine ha tentato di scoprire e catalogare la gamma delle reazioni ed emozioni umane in seguito ad un evento traumatico come quello dell’apprensione di una malattia invalidante come un tumore.

Lo studio ha coinvolto 214 donne, di cui 112 in attesa di una biopsia per confermare la natura di un nodulo sospetto al seno, 42 di una chemioembolizzazione epatica (un trattamento per il carcinoma al fegato), 60 di una embolizzazione del fibroma uterino (trattamento diretto verso miomi uterni di natura maligno o fibromi uterni benigni). I risultati sono stati sorprendenti. Tra i tre gruppi, quello più preoccupato era composto dalla donne che si stavano per sottoporre alla biopsia al seno, le cui risposte ai questionari psicologici di auto-percezione dello stress hanno fatto registrare punteggi mediamente più alti degli altri due gruppi (26 punti contro una media di 23).

 ”Crediamo che il personale sanitario e i pazienti non siano abbastanza consapevoli di questo e potrebbero minimizzare il costo emotivo di un esame diagnostico”, spiega Elvira V. Lang, la ricercatrice che ha guidato la ricerca.

Un  risultato non troppo nuovo. Da sempre l’essere umano ha mal sopportato gli stati di incertezza, ritenuti insopportabili dal punto di vista emotivo-sociale, figurarsi dal punto di vista medico. Se il paziente sa di essere malato è spinto dall’istinto di sopravvivenza e dalla voglia di farcela, mentre nell’attesa, non sapendo quale strada la propria vita finirà per prendere, si viene a produrre e cresce in maniera esponenziale con il tempo che passa, uno stato d’ansia che rischia di compromettere, già di per sé la salute della persona.

Adriana Ruggeri