Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo

Le grandi banche prossimo bersaglio di Wilkileaks

CONDIVIDI

30 novembre. “solo l’inizio” così Julian Assange su Forbes, riferendosi alle recenti pubblicazioni dei file riservati del dipartimento di Stato USA. Contenuti, soprattutto quelli riguardanti il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi,  definiti “gossip e ovvietà” da il Giornale, materia prima scadente” dal Ministro La Russa ma che in USA hanno fatto gridare al terrorismo. Hillary Clinton ha minacciato punizioni terribili.

Il sito è stato anche oggetto di un attacco informatico volto a sovraccaricare di visite ( simulate) i suoi server, così da renderlo inaccessibile o insopportabilmente lento. Secondo alcuni, dietro a questo attacco, ci sarebbe una task force del Pentagono, creata appositamente per contrastare il sito pirata.

Wikileaks però non si ferma. “Sono le e-mail delle comunicazioni interne di una grande banca americana, daranno l’idea di cosa avviene davvero a livello di dirigenti” ha detto ancora Assange nell’intervista rilasciata la noto periodico americano.

Il contenuto delle e-mail, che  pare verrano pubblicate ad inizio 2011 “darà una visione vera e rappresentativa di come le banche si comportano a livello manageriale in un modo che stimolerà indagini e riforme, presumo”.

“Ci saranno alcune violazioni in flagranza, pratiche non etiche che saranno rivelate” continua, piuttosto sprezzante verso intimidazioni e minacce. Tali violazioni sarebbero permesse da quel che definisce “un ecosistema di corruzione”. Uno scenario catastrofista in cui la banca a cui Assange si riferisce e della quale non ha voluto rivelare il nome, agirebbe con criteri del tutto distorti e perdipiù volontariamente:tutto il sistema decisionale regolare – spiega – chiude gli occhi e appoggia pratiche non etiche”. Da qui il fondatore di Wikileaks ha sostenuto che, a breve, un grande istituto di credito americano si ritroverà letteramente “sottosopra”, rovesciato.