Maroni incontra i sindaci per parlare di sicurezza

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è tornato a Parma per discutere insieme ai sindaci il ddl sulla sicurezza che presenterà in Parlamento. Un invito che – nonostante sia stato diramato a tutti i primi cittadini del Paese – è stato raccolto solo da quelli che militano nel centrodestra. “Il Tavolo sulla sicurezza di Parma – ha commentato Maroni – è fonte per me di continua ispirazione. Chi si sottrae al confronto ha sempre torto. Io non mi sono mai tirato indietro, anche con l’Anci e trovo le motivazioni di chi non è venuto sorprendenti”.

Sincero apprezzamento per lo “sforzo” dimostrato dal ministro che ha voluto coinvolgere i sindaci italiani nella messa a punto del testo che riguarda la sicurezza nazionale è giunto, invece, dal sindaco di Parma, Pietro Vignali: “La presenza del ministro Maroni a Parma – ha detto – è un atto di vero federalismo, perché nella fase di conversione di un decreto legge, va ad ascoltare i sindaci, cioè coloro che dovranno poi applicare la legge. E’ un esempio vero – ha ribadito – di federalismo applicato”.

Ma quali sono i contenuti del testo che il ministro leghista ha voluto anticipare all’assemblea dei primi cittadini convocati a Parma? Tra le novità, va menzionata sicuramente la carta d’identità elettronica per tutti. Un documento che, contenendo i dati biometrici e le impronte digitali del cittadino, potrà garantirlo nella sua identità in qualsiasi parte del mondo.

Il disegno di legge prevede inoltre che sia il prefetto a coordinare le forze di polizia per attuare le ordinanze dei sindaci, mentre alla richiesta dei primi cittadini di escludere la spesa per la sicurezza dal Patto di stabilità: “Non ci sarà deroga al Patto di stabilità per spese sostenute dai Comuni in materia di sicurezza urbana – ha risposto Maroni – ma risorse potranno arrivare dai conti correnti sequestrati nella lotta alla criminalità organizzata”.

Non solo: nel corso del Tavolo si è parlato anche di estensione ai sindaci della qualifica di autorità locale di pubblica sicurezza, di riforma della polizia locale, della creazione di un osservatorio sulla sicurezza urbana presso il ministero retto da Maroni e del contrasto alla prostituzione di strada.

A movimentare la partecipazione del leghista al Tavolo sulla sicurezza di Parma ci ha pensato, infine, un uomo in frac verde che ha fatto irruzione nella sala, cantando e ballando alle spalle del ministro. “Spero il fuori programma sia stato apprezzato da tutti – è stato il commento divertito di Maroni – Almeno ha avuto il buon gusto di vestirsi di verde“.

Maria Saporito