Preservativo, il 53% degli studenti romani non lo usa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:17

Il preservativo resta un tabù per i giovani laziali. La metà degli studenti romani (53%) non usa il condom: chi lo usa, lo considera solo come un anticoncezionale e non come un’arma utile a tenere lontane le malattie sessualmente trasmissibili.

Un dato allarmante che emerge dal progetto «Informazione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili inclusa l’infezione da Hiv in ambito scolastico» portato avanti nel corso del 2010 da Anlaids Lazio in alcuni istituti capitolini. Il progetto, presentato a Roma in Campidoglio in occasione della giornata mondiale contro l’Aids del primo dicembre, ha evidenziato la scarsa informazione sessuale dei ragazzi tra i 16 e i 19 anni, che hanno rapporti sessuali ma non vogliono i distributori di profilattici nelle scuole (54%), ignorano il pericolo di contrarre l’Aids (63%) e non fanno il test per l’Hiv (94%).

“La nostra indagine è stata condotta su mille studenti, di dodici scuole romane  –  dice Massimo Ghenzer, presidente dell’Anlaids Lazio  –  e i risultati, in termini di prevenzione, lasciano senza parole. Il 64% del campione ha già fatto sesso, il 49% non usa il preservativo per i rapporti occasionali e il 16% crede che l’Aids si non sia un problema perché si cura con un vaccino”. Tra gli intervistati, il 5% ha già contratto una malattia sessualmente trasmissibile. La ragione del non utilizzo del preservativo sarebbe l’imbarazzo (27% ), ad alcuni sembra addirittura un atto di sfiducia nei confronti del partner.

«Il livello di guardia è troppo basso, qualche risultato si è raggiunto ma un impegno in più per l’informazione sarebbe dovuto – continua Ghenzer – per quanto riguarda l’uso del profilattico: i ragazzi lo utilizzano più come metodo contraccettivo che come protezione dalle malattie sessualmente trasmissibili». «Bisogna fare scelte sull’educazione e sulla prevenzione – ha detto il sindaco Gianni Alemanno– chiederemo alle istituzioni di programmare un piano e daremo ad Aiuti l’incarico di scrivere una lettera da inviare a tutte le istituzioni competenti».
Le malattie più comuni sono sifilide, gonorrea, epatiti A, B, C e D e Hiv, che fa registrare ogni anno circa 4mila nuovi contagi. Nell’arco dell’anno scolastico 2010-2011 verranno intervistati gli studenti di altri quaranta istituti.

Adriana Ruggeri