Protesta Università, Fabio Granata: “Non criminalizzare dissenso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:57

fabio granata

Studenti e ricercatori di tutta Italia contestano la riforma dell’Università portata avanti dal governo Berlusconi. Per il ministro dell’istruzione Gelmini, i giovani non hanno capito il vero spirito della legge, che dovrebbe premiare i più bravi e colpire i baroni. Inoltre, sempre secondo l’esponente del governo, gli studenti sarebbero strumentalizzati dai partiti di “sinistra”, da cui dovrebbero allontanarsi.

Per Fabio Granata, esponente di Futuro e Libertà per l’Italia, la protesta che sta montando in tutto il paese non va criminalizzata. Anzi, va compresa; e coi giovani bisogna dialogare.

Granata contesta l’atteggiamento e i toni usati dagli esponenti di governo: “L’aver deciso, su loro invito, di incontrare i ricercatori sul tetto della facoltà di Architettura ha tracciato la differenza tra chi criminalizza ogni forma di dissenso e chi invece, nella chiarezza delle posizioni politiche e culturali, ritiene che dietro la straordinaria mobilitazione del mondo della scuola e della università ci sia ben altro che l’opposizione ad una riforma”.

Per Fabio Granata i partiti non possono commettere gli errori del passato, perché in gioco c’è il futuro dei giovani di oggi: “Una forza politica movimentista e attenta a ciò che di muove nella società non può non avere una sensibilità sociale e culturale distante anni luce da un moderatismo senza anima e senza progetto, capace solo di vedere nemici in chiunque turbi la rappresentazione, falsa, di una nazione dove “va tutto bene e a gonfie vele”.

Già una volta, nel 68, la destra politica non capì che dietro la mobilitazione straordinaria dei giovani non c’era soltanto cattiva ideologia o strumentalizzazione. Ieri come oggi c’è sopratutto voglia di senso e di qualità del vivere. Voglia di futuro e di partecipazione.

Per – scrive Granata sul proprio blog – questo siamo saliti su quel tetto: non per discutere semplicemente di una riforma ma per contribuire, nel metodo e nell’estetica dell’agire politico alla costruzione di un movimento che non rifaccia errori tragici e che non si faccia “nemica” l’ennesima Generazione”.

G. M.