Torino: Fassino riflette sul dopo Chiamparino

Il rettore del Politecnico di Torino, Francesco Profumo, ha alla fine deciso di rinunciare alla sua candidatura a sindaco di Torino. Una decisione che ha sparigliato le carte e costretto i vertici locali del Pd a individuare un nuovo candidato, capace di raccogliere l’eredità di Sergio Chiampiarino.

Il segretario provinciale del Pd di Torino, Paola Bragantini, ha proposto a Piero Fassino di candidarsi alla guida della città piemontese, riconoscendo in lui (in accordo con la dirigenza territoriale del partito) l’uomo giusto per vincere le prossime amministrative di primavera. Una candidatura – quella dell’ex segretario dei Ds – che convincerebbe lo stesso Chiampiarino, che aveva invece espresso qualche perplessità sulla proposta di Francesco Profumo.

Secondo i bene informati, Piero Fassino si sarebbe preso un po’ di tempo prima di impegnarsi definitivamente, promettendo ai democratici torinesi di fornire un riscontro entro tempi brevi: “Ho sostenuto Francesco Profumo fino all’ultimo minuto – ha affermato Fassino – Mi rammarico che non abbia accettato. Ma ora ragioniamo con uno scenario nuovo. Voglio fare alcune verifiche e capire in che modo è possibile dare un contributo“.

Una dichiarazione che lascia intuire che l’ex segretario dei Ds finirà per cedere alle lusinghe della Bragantini, confermando la sua disponibilità a guidare la città nella quale ancora vive. La candidatura di Piero Fassino alle prossime amministrative di Torino avrebbe tra l’altro il merito di convincere un po’ tutti: da Sergio Chiamparino al deputato del Pd Mimmo Lucà, che di Fassino ha detto: “È un candidato autorevole, forte, con il profilo giusto per governare la città. Torino è la sua città, la conosce bene”.

Le uniche resistenze all’eventuale candidatura di Piero Fassino arriverebbero da quella parte del Pd che teme che a Torino si verifichi ciò che è già avvenuto a Milano, dove il candidato sostenuto dal partito (Stefano Boeri) non è riuscito ad avere la meglio su Giuliano Pisapia, l’outsider sostenuto dal governatore della Puglia, Nichi Vendola. All’interno del Pd, infatti, non sono pochi a pensare che l’effetto Vendola possa replicarsi ai piedi della Mole, infliggendo un nuovo “colpo” all’establishment del partito.

Maria Saporito