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Yara Gambirasio: denunciato falso testimone. Cani fiutano pista

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Brembate Sopra, 30 novembre. Il 19enne che aveva raccontato ai giornalisti di aver visto Yara Gambirasio parlare, scherzando, con due uomini sulla quarantina, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri. Le accuse sono quelle di procurato allarme e falso ideologico. Il ragazzo, interrogato dagli uomini dell’Arma, avrebbe confessato di essersi inventato tutto.

La ragazzina 13 enne, scomparsa misteriosamente da casa venerdì scorso, stava percorrendo un tratto di strada lungo circa 700 metri, un percorso mai concluso.  Esclusa categoricamente da amici e parenti la pista della fuga o comunque di un allontanamento volontario, gli stessi inquirenti sembrano propendere più per il rapimento.

Stando alle molte testimonianze infatti, Yara non avrebbe avuto nessun motivo plausibile per “scappare di casa”. Brava a scuola, tranquilla, il suo unico sogno è sempre stato quello di diventare un’ottima ginnasta. Di lei si sono perse le tracce dopo un ultimo messaggio scambiato con una sua amica, con la quale si metteva d’accordo per una gara che avrebbe dovuto affrontare la domenica successiva. In quel momento Yara era ancora a Brembate, stando ai riscontri effettuati sulle celle telefoniche.

Domattina, 1 dicembre, riprenderanno le ricerche, che potrebbero tra l’altro essere rese più difficili dal maltempo. La neve potrebbe infatti cadere anche nella zona di Brembate, ostacolando così forze dell’ordine e protezione civile. Un altro pericolo da considerare è il ghiaccio.

Una leggera speranza oggi è però venuta dai cani. Uno dei segugi utilizzati per la ricerca, Jocker, avrebbe “fiutato”  un cantiere, attorno al quale pare si stiano concentrando le ricerche. Il suddetto sarebbe situato in una zona di campagna verso Mapello, un paese vicino a quello di residenza di Yara. L’intuizione del cane, addestrato come i suoi “colleghi” a riconoscere gli odori anche a giorni di distanza, sarebbe confermata dall’aggancio di una cella telefonica della zona da parte del telefonino della ragazzina. Pochi secondi dopo, lo stesso cellulare aveva smesso di funzionare.

A.S.

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