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Come sarà l’IT del 2015? Le previsioni di Gartner Inc.

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Gartner Inc. la società Americana leader nel settore delle ricerche relative al mondo dell’Information Technology e che tra le prime, grazie al proprio patrimonio culturale, aveva previsto lo sviluppo esponenziale del blogging e di altri fenomeni della rete, ha pubblicato in una rassegna stampa di questi giorni un rapporto dettagliato che guarda al futuro delle Organizzazioni IT e dei relativi utenti a partire dal 2011 in poi.

Non possiamo pensare alla nostra vita quotidiana senza tecnologia e questo vale per tutti i settori. Questa pervasività, sempre più pressante, è il punto di partenza di queste Top Predictions che hanno lo scopo di analizzare alcuni focal point sulla quale formalizzare pensieri costruttivi.

Riportiamo di seguito le ‘profezie’ di Gartner Research per il 2015:

– By 2015, a G20 nation’s critical infrastructure will be disrupted and damaged by online sabotage
– By 2015, new revenue generated each year by IT will determine the annual compensation of most new Global 2000 CIOs
– By 2015, information-smart businesses will increase recognized IT spending per head by 60%.
– By 2015, tools and automation will eliminate 25% of labor hours associated with IT services
– By 2015, 20% of non-IT Global 500 companies will be cloud service providers.
– By 2014, 90% of organizations will support corporate applications on personal devices
– By 2013, 80% of businesses will support a workforce using tablets
– By 2015, 10% of your online “friends” will be nonhuman

Si può essere o meno d’accordo con quanto riportato da Gartner sicuramente permette di fare delle riflessioni interessanti.

Il punto 1 identifica chiaramente uno dei fenomeni che abbiamo vissuto con l’attacco americano del 2001 e quello recentissimo del vulcano islandese ovvero che l’economia di un paese ed a sua volta di un continente  è sempre più  dipendente da moltissime variabili che spesso sottovalutiamo. Nel momento in cui si lavora in un regime globalizzato ed interdipendente da altre economie con la quale si è connessi in modo ‘tecnologico’, abbiamo sicuramente grandi vantaggi ed enormi opportunità però basta mettere in pericolo queste ‘connessioni’ e tutto il sistema ne risente a macchia d’olio. L’interruzione del servizio aereo nella primavera di quest’anno e la conseguente perdita economica dei vari paesi impattati su turismo, movimentazione di merce e passeggeri e le borse valori ne sono un esempio. La maggior connessione porta inoltre ad un potenziale aumento della ‘debolezza’ delle infrastrutture tecnologiche ed ad una maggiore esposizione agli attacchi informatici. Attacchi che hanno maggior potere di distruzione di valore in brevissimo tempo di qualsiasi altro strumento e sono meno prevedibili.

I punti 2, 3 e 4 fanno riferimento all’evoluzione che è già in corso e che prevede una riduzione consistente del ‘lavoro’, in termini di ore lavoro, dedicato alle attività prettamente IT ed un concetto di riduzione del personale in generale. Chi sarà riemerso dalla crisi o avrà trovato nuovi fronti di business sarà sempre più leader del suo settore. Inoltre si formalizzeranno sempre più nuovi piani compensativi per il management correlati all’introduzione di innovazione nell’impresa. Questo ultimo aspetto è forse uno dei più interessanti.

Gli aspetti descritti dai punti 5, 6 e 7 sono già grande tema di dibattito, convegni, eventi e nuovi prodotti e servizi. L’espansione dei servizi in the cloud porterà, probabilmente, a minori investimenti strutturali per le aziende non del settore IT, ma anche ad un conseguente maggior impegno per quanto riguarda il controllo della sicurezza e la protezione di informazioni critiche e sensibili.

L’ultima indicazione si riferisce all’incredibile impatto dei social media anche per le aziende in un’ottica di maggior interazione con il proprio pubblico. Un’azienda customer-oriented dovrà, sempre di più, ‘esserci‘, e colloquiare con il proprio target di mercato in modo tale da ottimizzare i costi di questo investimento, automatizzando i servizi ma anche personalizzando il più possibile la relazione con il cliente.

Natascia Edera

Fonte: Gartner Inc.