La crisi e l’Ue: i paesi tagliano, gli stipendi aumentano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:34

In questi anni di crisi i paesi non hanno perso tempo, si tagliano le spese,si richiede una maggiore responsabilità nell’utilizzo dei fondi.
Ma ciò non vale per gli stipendi del personale dell’Unione Europea, con un aumento del 3,7% nell’ultimo anno.
Si tratta già di stipendi d’oro: da 2600 a 18mila euro al mese. Intanto l’Irlanda annuncia la manovra correttiva da 15 miliardi di euro per salvarsi dal fallimento.

La decisione è proprio della Corte di Giustizia Europea perché gli stipendi di chi lavora nelle istituzioni Ue aumentano “per legge” ogni anno in base alla variazione del potere d’acquisto negli 8 Paesi più ricchi d’Europa.
Nessun imbarazzo da parte della Commissione, che indispettita dalla proposta di alzarsi la busta paga di “solo l’1.85%” e, in qualità di custode dei trattati dell’UE che sanciscono tale aumento, aveva interpellato la Corte di Giustizia europea.

Proprio l’alta Corte qualche giorno fa si è pronunciata a favore di Bruxelles: gli Stati membri non hanno il diritto di mettere il becco negli stipendi dei dipendenti comunitari. Maliziosamente si potrebbe vedere in questa sentenza un leggero conflitto d’interesse, dal momento che si parla anche delle buste paghe dei giudici della Corte stessa. Infatti la Commissione difende gli interessi di circa 50mila dipendenti che lavorano anche al Parlamento europeo, alla Corte di Giustizia il nuovo servizio diplomatico Ue.

Si tratta già di stipendi d’oro, visto che si va dai circa 2600 euro lordi per una segretaria ai circa 18mila euro lordi per un capo dipartimento. Cifre che al netto non cambiano più di tanto, visto che i dipendenti Ue godono di un regime fiscale a dir poco agevolato dal momento che non pagano le tasse nazionali ma solo delle trattenute, circa il 25%, direttamente all’Ue.
E poi bisogna aggiungere un 16 % d’indennità detta “di espatrio” per il fatto di vivere a Bruxelles, una delle più vive città d’Europa, Strasburgo o Lussemburgo. Senza contare le vantaggiose condizioni di lavoro, le ferie pagate (2 mesi tondi nel 2010 per i dipendenti del Parlamento europeo), rimborsi per visite e spese mediche e tanto altro.

Alla soddisafazione di Michael Mann, portavoce del vice presidente della Commissione Maroš Šef?ovi?, per il verdetto della Corte, risponde Open Europe , think-tank europea:
Mentre tutti gli Stati stanno tagliando le proprie spese, i contribuenti europei non potrebbero che considerare fuori luogo un aumento degli stipendi Ue”.
Proprio in questi giorni il governo di Dublino ha annunciato le misure della manovra correttiva quadriennale da 15 miliardi per salvare l’ Irlanda dal baratro del fallimento: stipendi ridotti per i nuovi assunti nella pubblica amministrazione e licenziamenti per i vecchi; revisione al ribasso delle pensioni pubbliche aumento dell’Iva; tagli al welfare. La Commissione ha comunque annunciato che nel 2012 verranno rivisti i parametri degli stipendi dei propri dipendenti.

Matteo Oliviero

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!