Lo studio romano di Alberto Moravia diventa Casa Museo

In occasione del 103° anniversario della nascita di Alberto Moravia, lo studio romano sul Lungotevere della Vittoria, dove lo scrittore si trasferì nei primi anni Sessanta, insieme a Dacia Maraini, diventa una Casa Museo, aprendo, da oggi, al pubblico tutte le sue straordinarie ricchezze.

A partire dai molti quadri e ritratti di Renato Guttuso, Mario Schifano, Sergio Vacchi, Giulio Turcato, Corrado Cagli, Lorenzo Tornabuoni, Leonardo Cremonini, Onofrio Martinelli, Adriana Pincherle e tanti altri protagonisti del panorama artistico italiano, amici di Moravia. L’importante collezione di oggetti e maschere tradizionali, provenienti dai numerosi viaggi dell’autore in Africa, Asia e Sud America, e naturalmente i libri, con la biblioteca personale dello scrittore e un Archivio di quindicimila documenti tra lettere, giornali e manoscritti, riconosciuto dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio come “di notevole interesse storico”.

Un appartamento conservato così come Moravia lo aveva voluto e vissuto, con il terrazzo sul fiume, lo studio con la scrivania di legno e la sua Olivetti 82 sopra, e dove hanno visto la luce molte delle sue opere più famose, come La rivoluzione culturale in Cina, Il paradiso, Io e lui, La vita interiore, Lettere dal Sahara, 1934, Storie della Preistoria, L’uomo che guarda, Passeggiate africane, Il viaggio a Roma, Diario europeo, Romildo.

Valentina De Simone