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Mario Monicelli da morto fa litigare la politica

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La morte di Mario Monicelli, suicidatosi due giorni all’età di 95 anni, divide l’opinione pubblica italiana. Queste le parole di Rita Bernardini, del Partito Democratico: “Per porre fine a una vita che non riteneva più di dover continuare, Monicelli ha scelto il suicidio buttandosi da un balcone. L’Aula dovrebbe avviare una riflessione su come alcune persone che non ce la fanno più siano costrette a lasciare la vita, anzichè morire con i propri familiari vicini, con il metodo della dolce morte”.

Dura la replica della Binetti, ex collega di partito, oggi nell’Udc di Casini: “Basta, per piacere, con spot a favore dell’eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perchè Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici ed il suo è un gesto tremendo di solitudine non di libertà”.

L’esponente del governo Gianni Letta: “Mi attengo all’invito, come sempre molto saggio, del Presidente della Repubblica: ci vuole rispetto“. “Mi dispiace – ha detto ancora Letta – che una persona che ha dato tanto agli altri e ha fatto sognare, sorridere, ridere sia scomparsa cosi’ tristemente, in maniera cosi’ amara. Spero soltanto che il Signore nella sua misericordia infinita possa restituirgli cio’ che lui non ha avuto, almeno negli ultimi tempi, e che invece ha cosi’ generosamente dato a tutti”.

Walter Veltroni: “A Monicelli non piaceva l’Italia di oggi, la mortificazione della sua vita culturale. Mario pensava che ribellarsi fosse giusto e aveva detto poco tempo fa, in un incontro con gli studenti ‘sovvertite, protestate, voi che siete giovani”.

“E’ stato un grande – ha detto ai cronisti il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – non solo del cinema italiano, e poi era un uomo meraviglioso. La sua scelta merita rispetto“.

G. M.

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