Mourinho da Special One… a Special Five

Josè Mourinho ha numeri per tutto: 1 come il suo soprannome, Special One; 2 come le Champions League vinte, con Porto e Inter; 3 come el triplete realizzato nella scorsa stagione centrando contemporaneamente Coppa Italia, Scudetto e Champions League; 4 sono i top club che ha allenato, ossia Porto, Chelsea, Inter e ora Real Madrid; 5 sono i gol presi dal suo Real contro il Barça del monday night spagnolo.

Da Special One… a Special Five. La sua spavalderia anche nella penisola iberica ha trovato pochi estimatori e molti critici, aggueritissimi quest’ultimi dopo la pesante sconfitta rimediata contro il Barça di Pep Guardiola che non aveva mancato di pungere alla vigilia. Una vera e propria lezione di calcio quella offerta dai catalani che entravano in qualsiasi anfratto della difesa a forma di groviera delle merengues. Xavi, Pedro, doppio Villa e Jeffren. Solo re Messi è mancato nel tabellino dei marcatori, ma non sicuramente in campo. Chi è mancato sul prato verde del Camp Nou, almeno a livello tecnico è il connazionale di Josè, il buon Cristiano Ronaldo alias CR7 che è stato più attento al suo capello gelatinato che a tutto ciò che gli succedeva intorno.

Mourinho nel dopo gara sottilinea che : “Non è un’umiliazione, è la maggiore sconfitta per me. Non ho mai perso 5 a 0“. Come per dire: le zebre non sono bianche a strisce nere, ma nere a strisce bianche. Tutti i quotidiani spagnoli insistono sulla “manita historica”, con il doppio significato dello schiaffone rifilato a Mou e le 5 dita rappresentanti i 5 gol subiti dal Real. Sport va oltre e parla di “orgasmo al Camp Nou“; 20 minutos scrive: “Il Barça ha dimostrato chi è il migliore al mondo“; El Periodico tuona: “Madrid umiliato dal Barça“.

Per la gara di ritorno prima di schierare una squadra così offensiva conterà fino a 10, nella speranza che Guardiola non arrivi a 5.

Antonio Pellegrino