Wikileaks: Assange ricercato dall’Interpol, caccia in 188 paesi

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Il mondo trema. In data 1 Dicembre 2010, Julian Assange, guru di Wikileaks, il portale che pare si proponga di mettere in subbuglio l’intero “sistema” planetario (“vuole distruggere il mondo“, ha sostenuto in nostro Ministro degli Esteri, Franco Frattini), è ancora uccel di bosco. Non sta mai più alcuni giorni in un posto si dice, parla solo in video-conferenza e da località sconosicute e segrtete.

Il suo prossimo bersaglio sembra siano le banche. Alla nota rivista americana Forbes ha infatti rivelato di essere in possesso di mail private di grossi dirigenti di un importante istituto di credito USA, un colosso traviato da un “ecosistema di corruzione”.

Il segretario di Stato, Hillary Clinton, lo ha apertamente sfidato, ma Assange a dire il vero, ha risposto a tono, facendo trapelare una presunta attività di spionaggio della Clinton ai danni di funzionari ONU: nel caso venisse dimostrata la veridicità di quanto ipotizzato “si dovrebbe dimettere” ha detto il fondatore di Wikileaks.  Ora però arriva anche il mandato d’arresto dell’Interpol. Il “red notice”, emesso su richiesta di Stoccolma, ha validità in tutti i 188 paesi in cui la polizia internazionale ha facoltà d’intervenire. Le accuse sono di  “stupro ed aggressione sessuale”.

La versione di Assange è che tali addebiti siano del tutto falsi, instillando il dubbio che il tutto sia una “macchina del fango” azionata dagli Stati Uniti contro di lui. Il mandato di cattura internazionale troverebbe le sue fondamenta in una vicenda avvenuta lo scorso Agosto in Svezia, quando Assange si sarebbe incontrato con due donne e avrebbe avuto rapporti inizialmente consensuali, ma poi trasformatisi, a loro dire, in vere e proprie violenze. Assange era ricorso in appello, dove però era stato confermato il mandato di cattura su territorio nazionale.

Il creatore di Wikileaks intendeva avvalersi della libertà di stampa quasi assoluta che vige in Svezia. Le leggi infatti nello Stato nordico sono oltremodo permissive. La disavventura con le due donne l’avrebbe però costretto ad allontanarsi.

In risposta al mandato d’arresto dell’Interpol, gli avvocati di Assange hanno immediatamente presentato un ricorso alla Corte Suprema, allo scopo di annullare il provvedimento svedese. Lui, secondo alcuni,  potrebbe trovarsi in qualche sperduto luogo della Gran Bretagna, ma per ora rimane sostanzialmente introvabile.

A.S.

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