Casini incontra Fini e Rutelli per proporre la mozione comune

La notizia è stata ufficializzata ieri: il leader dei centristi, Pier Ferdinando Casini, ha avuto mandato dai suoi di presentare una mozione di sfiducia al governo Berlusconi. L’ex delfino del Cavaliere, “figliol prodigo” mai più ritornato, si appresta dunque ad affondare la lama sul premier, dando corpo alle critiche fin qui cianciate.

Ma non è tutto perché l’ex presidente della Camera per rendere più robusto il suo gesto avrebbe pensato di convocare Gianfranco Fini e Francesco Rutelli. Un vertice a tre per verificare la possibilità di concertare una strategia comune in vista del voto di sfiducia al governo previsto per il 14 dicembre. Cosa accadrà non è dato saperlo. Analisti e osservatori si dilungano su scenari futuribili, ma il “terzo polo” fin qui ipotizzato resta per il momento solo un progetto laboratoriale. Un’idea più che fumosa che potrebbe tradursi in un nulla di fatto.

Non è chiaro, insomma, se oggi Casini riuscirà a convincere i finiani e i rutelliani ad apporre anche le loro firme sulla mozione di sfiducia in cantiere. Se riuscirà a presentare l’alleanza tra i tre schieramenti come l’unica opzione percorribile per rilanciare il Paese. Di certo i leader di Udc, Fli e Api, prefigurando la caduta del governo Berlusconi, parleranno del dopo 14 dicembre e della necessità di avanzare solide proposte nella prospettiva di un governo di responsabilità nazionale. Ma nulla di più è possibile immaginare. Salvo notare che per Pier Ferdinando Casini risulta indispensabile incassare la “solidarietà” di Api e Fli (o di uno dei due) per rendere presentabile la mozione di sfiducia al governo che al momento conta 35 firme e deve, invece, raggiungere quota 63 (10% dell’Assemblea).

I finiani, dal canto loro, contribuiscono a confondere le acque: “La decisione finale di Fli sulla mozione di sfiducia – ha detto ieri Italo Bocchino arriverà solo lunedì 13 dicembre, dopo l’intervento di Silvio Berlusconi in Aula, quando Fini riunirà i gruppi parlamentari”. Ma per Carmelo Briguglio, altro finiano doc, la rotta è già stata tracciata: “Non esistendo alcuna iniziativa in risposta alla proposta di Fini – ha osservato – mi sembra inevitabile la sottoscrizione di una mozione comune“.

Maria Saporito