Di Pietro: La riforma Gelmini salva i “baroni”, ed ecco il perchè

La Gelmini ha finalmente gettato la maschera, ha scritto Antonio Di Pietro, leader dell’Idv, all’interno del suo blog.
E’ una bugiarda tale e quale al suo capo Silvio Berlusconi. Una “berluschina”. Un Berlusconi in miniatura.

Di Pietro attacca il Ministro proprio sulla riforma che è stata votata, è che secondo la Gelmini colpirebbe i cosiddetti baroni.
Niente di più falso.
La Camera dei Deputati sta per approvare una riforma dell’università che affosserà ancora di più la ricerca e la qualità dell’istruzione pubblica in Italia. Ma la ministra ci aveva spiegato che bisognava approvarla lo stesso perché era contro i baroni universitari e contro il nepotismo che permette agli stessi Baroni di far assumere chi vogliono, parenti, amici e amanti, senza stare a guardare troppo per il sottile se hanno i titoli per entrare nell’Università o no.
E’ quanto scrive Di Pietro, ricordando che l’Italia dei Valori ha appoggiato il Ministro contro le assunzioni facili all’interno delle università, anzi, abbiamo presentato un emendamento per vietare di chiamare presso un ateneo chiunque avesse parenti fino al terzo grado in quella stessa università.
Esattamente come voleva il Ministro, no? Evidentemente no.

I finiani non avrebbero potuto bocciare votare contro il nostro emendamento senza perdere definitivamente la faccia, così il governo si è inventato un trucchetto per salvare i Baroni e il nepotismo facendo pure la bella figura di chi vuole essere ancora più rigido di noi. Ha presentato un subemendamento che innalzava il grado di parentela addirittura fino al quarto grado. Ma il diavolo si nasconde sempre nei particolari. Nel testo del governo il divieto non riguarda più chi abbia un parente professore: scatta solo se il parente insegna nello stesso dipartimento che ha effettuato la chiamata.

Capito dove sta la fregatura? Per uscire da un dipartimento basta scrivere una letterina, e per rientrarci è uguale. Chi deve fare assumere il parente o l’amico di turno dovrà solo uscire e poi rientrare nel dipartimento come si fa con le porte girevoli dei Grand Hotel.
La presa in giro della ministra salva-baroni noi non la abbiamo certo potuta votare. I finiani invece ci si sono buttati di corsa, e così, con la loro complicità, la norma anti-parentopoli è stata ridotta a una farsetta. Adesso gli stessi finiani voteranno anche la riforma, dopo essere saliti con noi sui tetti per portare la loro solidarietà bugiarda agli studenti. Il sabato e la domenica manifestano con gli studenti e i precari, il lunedì votano in aula a favore della stessa legge contro cui avevano manifestato. Alla faccia della coerenza.
La loro è una truffa parlamentare e mediatica ai danni non solo degli studenti ma di tutti gli italiani. Noi dell’Idv siamo assolutamente contrari a questa riforma, il sabato, la domenica, e anche il lunedì e il martedì in Parlamento, perché toglie a professori, ricercatori e studenti la possibilità di avere un’università adeguata ai tempi.

Matteo Oliviero