Fanucci ripubblica il più grande noir americano: “L’assassino che è in me”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:46

“L’assassino che è in me è il più grande romanzo su una mente criminale che sia mai stato scritto.”

Stanley Kubrick


Quando Jim Thompson pubblica L’assassino che è in me sono gli anni ’50, è un alcolista cronico con alle spalle tre romanzi conclusi e poco apprezzati ed ha già visto elevarsi e poi crollare il capitalismo americano.

In questo romanzo mette le storie dell’Oklahoma, del padre sceriffo, speculatore e fallito, delle puttane di classe, dei barboni guardinghi, degli ubriachi incontrati al bancone e dei figli di papà. Stanno tutti in una città di una piccola valle circondata da colline texane: è Central City, ed è questa l’ambientazione di quel che sarà considerato uno dei più travolgenti romanzi noir americani, un’opera inserita nella prestigiosa Library of America all’interno del volume dedicato al noir made in Usa degli anni Cinquanta.

Lou Ford, il vicesceriffo di Central City, è il protagonista della vicenda, e si racconta in prima persona. Noioso ma tranquillo, affidabile e solo un po’ saccente: Lou in città indossa i panni della legge ed è rispettato da tutti.

Ma i fantasmi del passato ogni tanto riaffiorano, e con loro anche una violenza impossibile da placare. Rendono Lou anche un altro: un uomo insensibile ed impulsivo, che adora stare da solo e non riesce ad amare, che uccide le sue vittime e poi ride istericamente. Uno psicopatico. Il suo io-narrante in disgregazione racconta le perversioni erotiche con le sue amanti in modo crudo e senza dettagli: la narrazione audace e innovativa conduce all’inferno privato di una mente criminale che corre impietosamente verso il disastro.

Ne risulta una lettura incalzante: l’uso della prima persona nella narrazione non può che far immedesimare il lettore nei ragionamenti malati e distorti del vicesceriffo, e senza che se ne accorga lo accompagna in tutti i recessi psicopatologici dei suoi ragionamenti seguendo in tutti i momenti di calcolata follia questo celato, rispettato, insospettabile malvagio senza remore.

Thompson non ci racconta dall’esterno dei crimini di un violento assassino, ma ci invita ad entrare dentro la mente omicida di Lou: lì dove stanno le perversioni, i ragionamenti, i traumi adolescenziali e gli scatti di violenza, qui la malattia diventa espediente per placare la sete di vendetta. Ed involontariamente l’immedesimazione del lettore nella mente criminale è totale, perché l’autore lo porta in una dimensione patologica nuova che va oltre le naturali capacità di comprensione di una visione “sana” delle cose.

Una cosa è certa: questo è uno dei più grandi capolavori noir di sempre, e a lettura ultimata non vi farà guardare le persone con gli stessi occhi di prima.

L’assassino che è in me è una speciale ristampa della Fanucci Editore del romanzo di Jim Thompson, pubblicata in occasione dell’uscita nella sale cinematografiche del film The killer inside me, film diretto da Michael Winterbottom, nelle sale a partire dal 26 novembre.


“Hai l’eternità; e per qualche ragione, non puoi farci un granché. Hai l’eternità; ed è larga un miglio, profonda due dita e piena di coccodrilli.”

Jim Thompson


Jim Thompson
Fanucci Editore
Collezione Cinema
Pagine 256
16,00 euro


Martina Guastella

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