Finmeccanica nega azioni per bloccare le indagini

L’Enav è nella bufera dopo che i suoi vertici, l’ad Guido Pugliesi e il presidente Luigi Martini, sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma. Pugliesi deve rispondere di corruzione: secondo quanto si apprende si sarebbero trovati riscontri di danaro a lui diretto. Ma l’ad dell’Enav si difende: “dimostrerò la mia innocenza, assicurerò la più ampia collaborazione alla Magistratura, anche alla luce delle verifiche interne già da tempo effettuate confidando in una rapida conclusione delle indagini che mi riguardano”.

Finmeccanica respinge le accuse, apparse ieri sui principali quotidiani nazionali, circa un suo ruolo attivo nella vicenda dei presunti depistaggi su cui ora indaga la Procura di Perugia. Il gruppo, recita una nota di Piazza Montegrappa, “non ha mai promosso o auspicato alcuna azione in tal senso”. I magistrati sospettano che alcuni indagati abbiano tentato di fermare l’inchiesta. L’attenzione si sta concentrando sul presidente dell’Enav, Luigi Martini, e sul direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni.
Martini a Borgogni in una telefonata, risalente alla scorsa estate, commentava così gli sviluppi dell’indagine: “Stai tranquillo perché ora arriva una “botta” della finanza che gli farà perdere l’inchiesta”. Il riferimento sarebbe a Giancarlo Capaldo, il procuratore aggiunto che coordina le indagini. Quanto alla Guardia di Finanza, il Nucleo di polizia tributaria consegnerà solo ai primi di ottobre una informativa sugli affari dell’Enav. Chi informò, si domandano i pm, gli indagati che le Fiamme Gialle stavano conducendo accertamenti sulle vicende che li coinvolgono? E perché nella telefonata si parla di «botta della finanza»? A queste domande dovranno rispondere nelle prossime settimane i magistrati di Perugia.
Stefano Bernardi