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Lech Poznan-Juventus 1-1, Del Neri non ci sta: “Campo impraticabile, ma potevamo vincere”

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La Juve lascia l’Europa League. Nella ghiacciaia di Poznan, gli uomini di Del Neri trovano il quinto pareggio in altrettante partite, e vengono eliminati con un turno d’anticipo.

Una gara iniziata subito male, con il gol di testa del solito Rudnevs (ancora lui, dopo la tripletta dell’andata) al 12′ del primo tempo. Nonostante un campo difficile, i bianconeri hanno reagito bene, andando vicinissimi al gol con Sissoko e Bonucci nel primo tempo e con Del Piero nella ripresa. Il gol del pari è arrivato tardi, all’84’, con un destro di Iaquinta ben servito da Krasic.

A fine match, Gigi Del Neri era seccato più per la mancanza di concretezza dei suoi che per le precarie condizioni del terreno di gioco: “Abbiamo sbagliato molti gol davanti alla porta, quando si sbaglia poi si paga. Non era un campo praticabile, non si vedevano neanche le righe, però noi dovevamo sfruttare meglio le situazioni che ci siamo creati: nel primo tempo abbiamo avuto quattro-cinque palle gol, nella ripresa altre due-tre clamorose: è chiaro che quando sbagli tanti gol alla fine paghi dazio“.

Dispiace molto andar fuori dall’Europa League, però non siamo usciti oggi, ma nelle partite precedenti. Devo dire che meritavamo ampiamente di vincere questa partita. Traoré? Buona gara, come anche Camilleri. I ragazzi ci hanno messo tutto: cuore, abilità, palle gol. Poi il calcio è spietato e certe volte non ti dà quello che meriti“.

Beppe Marotta, direttore generale bianconero, a fine match ha attaccato duramente l’arbitro: “Il campo era assolutamente irregolare, non si poteva giocare in queste condizioni. Ma la nostra protesta nei confronti del delegato Uefa e dell’arbitro non riguardava le condizioni climatiche ma il campo, che da ieri ad oggi è cambiato in modo sconvolgente ed innaturale. Ieri il terreno era molle mentre oggi sembrava cemento, in ventiquattro ore è cambiato completamente. Il delegato non si è pronunciato, mentre l’arbitro spagnolo mi ha detto più volte che si poteva giocare. Anche nell’intervallo sono sceso a parlargli, ma mi ha ribadito le stesse cose“.

Pier Francesco Caracciolo