Marini: con Vendola fine Pd. Prove per terzo polo

E’ il tuffo in un passato remoto, uno sbandamento. Se qualcuno coltiva davvero questa idea la declassi a nostalgia del Pci altrimenti offre un segnale di fine dell’esperienza dei Democratici”.

Con queste parole il senatore Franco Marini commenta un’eventuale leadership di Nichi Vendola. In un intervista a Repubblica, l’esponente del Pd non usa mezzi termini. “Si aprirebbe – spiega l’ex presidente del Senato – un fronte assai caldo all’interno del partito perche’ significherebbe rinnegare la scelta fondativa di centrosinistra. Non lo dico da ex Dc o da Popolare, ma da riformista”. Secondo Marini, con Vendola “la possibilita’ di espansione verso i ceti moderati “ sarebbe chiusa. Più duro Arturo Parisi che, commentando la situazione attuale del Pd dice che è “un partito senza bussola”. Per l’ex ministro della Difesa, la spaccatura interna sull’emendamento alla riforma Gelmini (finanziamento ai ricercatori n.d.r.) rappresenta una doppia concezione del partito.

Se nel centrosinistra la linea non è chiara, nel terzo polo si stanno mettendo le basi per una futura alleanza. Oggi è in programma un incontro fra Francesco Rutelli leader dell’Api e Pierferdinando Casini, presidente Udc. Quest’ultimo promotore di una mozione di sfiducia al governo da votare il 14 dicembre. Intanto in Futuro e Libertà ci sono molte posizioni aperte. ”Tra di noi di Fli discutiamo, perche’ non siamo una caserma – dichiarano congiuntamente l’ex ministro Andrea Ronchi e l’ex sottosegretario Roberto Menia – ma chi fa il giochetto tra buoni e cattivi non andra’ lontano: siamo un gruppo nato su una scelta comune e ci esprimeremo in modo comune”.

Giorgio Piccitto