Pagelle Lech Poznan-Juventus: Krasic imprendibile, Chiellini distratto

Lech Poznan (4-4-1-1)

Kotorowski 5,5: Parte male con un’uscita a vuoto, continua peggio su una punizione di Del Piero. Sul gol non poteva fare granché.

Wojtkowiak 6: Contro Pepe, cliente tutt’altro che difficile, tiene senza particolari affanni.

Bosacki 6: Incrocia spesso Del Piero, senza concedergli spazi. Qualche brivido in più nella ripresa, e non solo per il freddo.

Arboleda 7: Autentico baluardo in mezzo alla difesa, gioca bene sia di forza che d’anticipo. Iaquinta, che se lo trova spesso davanti, ci capisce poco.

Henriquez 5: Esce dal campo con il mal di testa, travolto dal ciclone-Krasic. Il serbo lo punta in continuazione, lui non lo ferma mai.

Peszko 6,5: Nel primo tempo, quando il campo lo permette, va sul fondo creando pericoli sulla corsia di destra. Poi si limita a contenere.

Injac 5,5: Piazzato in mezzo al campo, si vede poco, tradito da un terreno che non lo aiuta.

Djurdejevic 6,5: Combattente, lotta su ogni pallone, andando a raddoppiare dove c’è bisogno. Dà sostanza al centrocampo.

Kryvets 6,5: Parte forte a sinistra, poi si sposta in zona più centrale, creando sempre più di un pericolo con le sue accelerazioni (dal 9’ st Kikut 6: Entra quando il campo è impraticabile, ma sfiora il gol due volte).

Stilic 7: Si piazza tra le linee e mette in difficoltà la retroguardia bianconera. Bravo nel gestire il pallone e nell’inventare per i compagni (dal 37’ st Kaminski s.v.).

Rudnevs 7: Punto di riferimento in avanti, infila il quarto gol in due partite alla Juve, anticipando nientemeno che Chiellini (dal 16’ st Mozdzen 6: Dà una mano in copertura).

All. Bakero 6: Voleva la qualificazione ed ha centrato l’obiettivo con un pizzico di fortuna, aiutato da un terreno che ha ostacolato il maggior tasso tecnico della Juve.

Juventus (4-4-2)

Manninger 6: Respinge bene su Rudnevs nel primo tempo e Kikut nella ripresa, sul gol polacco non ha colpe. Per il resto, prende freddo.

Camilleri 6: Un brivido iniziale, poi tiene bene: da difensore centrale qual è, spinge poco sulla corsia di destra, ma dietro non rischia.

Bonucci 6,5: In chiusura è impeccabile, come gli accade da qualche tempo a questa parte. Meno bene in fase di impostazione, ma il terreno non aiuta.

Chiellini 5: Serataccia. Il gol subìto è in gran parte responsabilità sua, che si lascia sfuggire Rudnevs. Poi tanti errori che potevano di costar caro.

Traoré 6: All’esordio dal 1′, inizia con qualche difficoltà soprattutto in chiusura, salvo poi riprendersi nella ripresa quando ha qualche spazio in più (dal 35’ st Libertazzi s.v.).

Krasic 7: Inarrestabile. Punta continuamente Henriquez, saltandolo con regolarità e creando continuamente azioni pericolose. In più ci mette l’assist per il pareggio di Iaquinta.

Sissoko 5,5: Agevolato dal fisico, riesce a recuperare qualche pallone. La grinta, però, non è quella di una volta, e le imprecisioni fioccano (dal 30’ st Felipe Melo s.v.).

Marchisio 6,5: Piazzato in mezzo al campo, nel suo ruolo naturale, combatte come un leone su ogni palla, mettendoci anche quel pizzico di qualità che senza Aquilani latita.

Pepe 5: Mai uno spunto, mai un’accelerazione. L’impegno non manca, e si vede: ma se non riesce mai a saltare l’uomo per crossare, finisce per servire a poco (dal 21’ st Lanzafame 6: qualche buona giocata nella bufera).

Del Piero 5: Va spesso a prender palla a centrocampo, senza mai risultare decisivo. In avanti prova qualche giocata, indovinandone poche. E si divora un gol di testa.

Iaquinta 6: Marcato stretto da Arboleda, tocca pochi palloni, giocando una gara piuttosto anonima. Si salva nel finale, con il sesto gol stagionale.

All. Del Neri 6: Ancora un gol a freddo (dopo quello contro la Fiorentina), ancora una gara in salita. I suoi provano a fare gioco, riuscendo anche a pareggiare, ma il terreno di gioco rende impossibile la rimonta.

ARBITRO Teixeira Vitienes 5: Al di là del fatto che non avrebbe dovuto far cominciare la partita, arbitra in maniera confusa, fischiando poco e male. Non estrae alcun cartellino, malgrado qualche duro intervento.

Pier Francesco Caracciolo