Wikileaks ancora su Berlusconi. Tra festini e affari russi

Se ieri Hillary Clinton si era precipitata al summit dell’OCSE per ricucire i rapporti con Silvio Berlusconi e il caso Wikileaks sembrava ormai chiuso, Assange e i suoi uomini tornano a svelare altri particolari sul Cavaliere, riportando altri dispacci dell’ambasciata Usa a Roma. Il tema non cambia: i festini del Premier che, a detta dei diplomatici americani avrebbero minato gravemente la sua salute.

La novità, questa volta, è che la confidenza sarebbe arrivata all’ambasciata da un politico del Pdl: “I risultati dei test medici su Silvio Berlusconi – si legge in un dispaccio dell’Ottobre 2009 – hanno rivelato un vero disastro. Siamo tutti preoccupati della sua salute.” E dal tema dei party selvaggi a quello della sua credibilità internazionale il passo è breve. Anche perché di mezzo ci sono i rapporti con la Russia e Vladimir Putin, che preoccupano non poco l’amministrazione americana: parlando dell’affare Southstream si parla anche di come il Premier sia disposto anche a scendere a compromessi su temi di politica e sicurezza. Sul cablogramma che rivela il sito del New York Times si legge come i rapporti tra Berlusconi e Putin non sono affatto ideali dal punto di vista dell’amministrazione” italiana e costituiscono “più un danno che un beneficio”.

Anche il Corriere della sera stamattina riportava nuove rivelazioni sui rapporti tra il Premier e il leader russo, con il primo ad ammirare lo stile “macho e autoritario” del secondo. Non solo. Spogli, l’ambasciatore americano a Roma, raccontava nel Gennaio 2009 che l’ambasciatore della Georgia a Roma riferiva di promesse che Putin aveva fatto al Cavaliere in merito a percentuali da riconoscergli in seguito alla collaborazione tra Gazprom ed Eni. E, prosegue Spogli, l’Ad Paolo Scaroni aveva addirittura maggior accesso alle informazioni sull’affare rispetto al Ministro degli Esteri italiano.

Sul punto il titolare della Farnesina Frattini replica: “Quello che conta sono le dichiarazioni pubbliche fatte dal segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, sia per quanto riguarda l’importanza del lavoro italiano per riportare la Russia verso la Nato, sia per l’effetto di stabilizzazione che l’Italia ha giocato a favore della situazione georgiana durante la grande crisi dell’agosto del 2008”. Quindi preferisce non commentare le ultime rivelazioni di Wikileaks, limitandosi a ringraziare gli Usa “per aver riconosciuto i meriti dell’Italia.

Intanto anche lo stesso Berlusconi si è espresso sui dubbi che si avanzano intorno ai rapporti con Vladimir Putin: “Gli Stati uniti hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro paese, che non ci sono assolutamente interessi personali ma che io curo soltanto l’interesse degli italiani e del mio Paese”.

Sarà anche così, ma in un altro dispaccio del 2009 indirizzato al Governo di Washington si legge: “I nostri contatti sia con le opposizioni di centro sinistra Pd che nel Pdl di Berlusconi hanno portato a conclusioni nefaste. Essi credono che Berlusconi e i suoi amici intimi si stiano approfittando personalmente e in maniera molto abile di molti degli accordi energetici tra l’Italia e la Russia”.

Cristiano Marti