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Wikileaks, la Russia è uno “stato mafioso”

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Mentre il suo creatore, Julian Assange, è oggi uno degli uomini più ricercati del pianeta, il sito web WikiLeaks crea ancora scompiglio negli ambienti internazionali. Ancora una volta al centro delle rivelazioni c’è la Russia. In una nota diplomatica inviata dall’Ambasciata Americana a Madrid nel febbraio del 2010 l’ex Urss è definita come uno stato “mafioso” e “corrotto”.

La nota pubblicata oggi dal The Guardian cita Jose Pepe Grinda Gonzales, un procuratore spagnolo da tempo impegnato nella lotta contro il crimine organizzato russo in Spagna. Il procuratore afferma che in Russia, ma anche Bielorussia e Cecenia “non è possibile distinguere tra le attività di governo e quelle dei gruppi criminali”. In particolar modo, in Russia la corruzione interesserebbe vari settori, dal racket alla fornitura di armi ai guerriglieri curdi. Le famiglie russe eserciterebbero inoltre un controllo su vari settori dell’economia, inclusa la produzione di alluminio. Secondo il procuratore Gonzales, anche i servizi segreti sarebbero corrotti, e responsabili, tra l’altro, dell’eliminazione di Alexander Litvinenko, la spia russa avvelentata lo scorso novembre a Londra.

Tra gli altri documenti pubblicati, spicca anche un rapporto sulla corruzione inviato a Washigton da  John Beyrle, ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca. “Il racket (in Russia, nr) – scrive Beyrle- gode della protezione di elementi criminali che operano nella polizia, nel servizio di sicurezza federale, nel ministero degli Interni e negli uffici del procuratore, così come in tutti gli uffici burocratici della città”. E non solo. In un altro documento confidenziale dello scorso febbraio, Robert Gates, Segretario alla Difesa americano, afferma “la democrazia in Russia è scomparsa”.

Riispondendo a quest’ultima affermazione, il primo ministro Vladimir Putin, in un’intervista di ieri al Larry King Live della Cnn ha detto che Gates è stato “profondamente fuorviato” e, parlando più in generale di Wikileaks, ha detto che ” dietro tutto questo ci potrebbe essere una manovra politica, anche se le notizie diffuse da WikiLeaks non sono poi così catastrofiche”.

Annastella Palasciano