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Bagnasco dà la carica: “Più cattolici in politica”

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”Quanto più lo Stato diventa autoreferenziale, chiuso nel palazzo, tanto più rischia di ritrovarsi vuoto e solo, estraneo al suo popolo”. A dichiararlo, in apertura dei lavori del X Forum del Progetto culturale della Chiesa italiana a Roma, è il cardinale Angelo Bagnasco.

”Non è forse vero che quanto più l’uomo si ripiega su se stesso, egocentrico o pauroso, tanto più il tessuto sociale si sfarina, e ognuno tende a estraniarsi dalla cosa pubblica, sente lo Stato lontano?”, chiede Bagnasco inaugurando il Forum intitolato ‘I 150 anni dell’Unità d’Italia, tradizione e progetto’. Il cardinale rivolge, dunque, l’attenzione alla storia e, chiusa definitivamente la ferita inferta dalla ‘breccia di Porta Pia’, ricorda le aspirazioni e gli impegni della Chiesa e dei cattolici di fronte alle sfide attuali, politiche e culturali.

L’invito è affinché ”non si indebolisca quella unità di fondo che non è fare tutti le stesse cose, ma è un sentire comune circa le cose più importanti del vivere e del morire”. A detta di Bagnasco, ”è a questo livello di base, potremmo dire non ideologico ma ontologico, che si crea, resiste e cresce un popolo come anima dinamica dello Stato”.

Da qui l’appello ai cattolici affinché tornino ad impegnarsi in prima persona nel dibattito pubblico e politico e, anzi, il presidente della Cei si augura che ”possa sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che sentono la cosa pubblica come fatto importante e decisivo, che credono fermamente nella politica come forma di carità autentica perché volta a segnare il destino di tutti”.

Bagnasco ricorda che ”l’impegno a favore dell’unità nazionale, resta una conquista preziosa e un ancoraggio irrinunciabile”, perché ”è nel terreno fertile dello ‘stare insieme’ che si impianta anche un federalismo veramente solidale: uno stare insieme positivo che non è il trovarsi accanto selezionando gli uni o gli altri in modo interessato, ma che è fatto di stima e rispetto, di simpatia, di giustizia, di attenzione operosa e solidale verso tutti, in particolare verso chi è più povero, debole e indifeso”.

A quanti (Marcegaglia in primis) auspicano un federalismo a più velocità, Bagnasco risponde augurandosi che non sia mercantile, “perchè sul mercantile non si va lontano”.

Infine una riflessione sul 14 dicembre, la data in cui si decideranno le sorti di un governo ormai in crisi perpetua. E’ a tal proposito che Bagnasco invita ad avere “fiducia nel futuro” di un popolo “pieno di potenzialità e valori”.

Raffaele Emiliano