Delbono patteggia. Ai concittadini: non sono un corrotto

Non avete votato e sostenuto un bandito o un corrotto, ma un uomo che ha cercato di operare al meglio nel governo locale”. Con queste parole l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono parla ai suoi concittadini in una lettera.

Nel processo Cinzia-gate, i legali di Belbono chiedono un patteggiamento di un anno, sei mesi e dieci giorni. I capi d’imputazione sono truffa, peculato, intralcio alla giustizia e istigazione al rilascio di mendaci affermazioni. Per questi ha deciso la forma del patteggiamento e 20.900 euro per risarcire la Regione Emilia Romagna. Flavio Delbono, cinquantuno anni ed economista, dal 1995 al 1999 è Assessore di Bilancio al Comune di Bologna. Nel 2000 Assessore regionale alle finanze e nel 2003 Vice presidente della Regione. Amico di Romano Prodi, il 25 giugno 2009 viene eletto Sindaco di Bologna. Alle primarie il sostenitore più illustre è Prodi. A inizio del 2010, l’ex compagna Cinzia Cracchi rilascia dichiarazioni relative a viaggi fatti con soldi pubblici e pressioni per indurla a testimoniare il falso. Delbono si dimette (“un gesto di grande sensibilita’ nei confronti di Bologna” aveva detto Prodi) e torna a insegnare all’Università di Bologna.

Per la Cracchi il pm aveva già chiesto l’archiviazione, per Delbono si dovrà attendere la decisione del Gip. “Una vicenda personale, drammatica e dolorosa-scrive Delbono- che ha purtroppo segnato anche la vita della nostra città”. Sull’ex fidanzata rimane silente. “ Non ho mai parlato, né intendo farlo ora, delle miserie che spesso accompagnano la rottura di relazioni personali. Nonostante tali relazioni diventino talvolta oggetto di curiosità morbosa, resto convinto che la riservatezza sia una virtù”. “Anche per questo credo di avere commesso due errori imperdonabili, come persona prima ancora che come amministratore: ho mischiato per un periodo la mia attività pubblica con la mia sfera privata; e non ho compreso in tempi il cinico opportunismo di chi era parte di quella sfera”. Non c’è giustificazione in tutto ciò, non ne offro, non ne cerco. Eppure– contina Flavio Delbono- se ho sbagliato, commettendo fatti che, in nove anni, hanno comunque cagionato un danno assai inferiore a quei 20 mila euro che mi vengono addebitati, vorrei gridare a testa alta la mia totale e assoluta estraneità ad accuse che ancora gravano su di me”. “ Non ho mai preso mazzette. Ho vissuto 15 anni di esperienza politico-amministrativa con spirito di servizio, mettendo a disposizione le mie competenze di economista, onorato di servire la mia regione e la mia città”.

Sulla scelta del patteggiamento dice: “patteggiare equivale ad un’ammissione di colpevolezza. Per quel che mi riguarda, ciò è vero solo in parte. In realtà, su questa decisione hanno pesato, da un lato il rischio che i tempi lunghi dell’iter giudiziario, possano ulteriormente compromettere la mia fisionomia professionale, dovendo inoltre sostenere i costi, non solo economici, di un processo; dall’altro la volontà di restituire rapidamente un po’ di serenità ai miei cari”. Ringraziando chi gli è stato vicino, conclude :”il tempo è più galantuomo di tanti frettolosi e interessati inquisitori mediatici e dimostrerà la reale dimensione degli avvenimenti che mi hanno travolto”.

Matteo Melani