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Esperanza Spalding fra Chamber music society, Grammy awards e Barack Obama

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Esperanza Spalding ha soltanto ventisei anni e già tre album all’attivo. Cresciuta nel King, quartiere piuttosto malfamato di Portland, si accosta alla cultura e alla lingua spagnola grazie alla propria balia, una donna cubana.
Per lei una carriera fulminea che l’ha portata a soli vent’anni ad essere la più giovane insegnante della prestigiosa Barklee, lavorando al fianco di musicisti del calibro di Pat Metheny, Joe Lovano.

Lo scorso 10 dicembre Barack Obama l’ha scelta come personale “colonna sonora” per la consegna del Nobel a Oslo che lo vedeva protagonista.

Chamber music society” è il suo ultimo album, dopo “Junjo” del 2006 e “Esperanza” del 2008: una vera ventata di freschezza nel panorama jazz e, più in generale, nel panorama musicale mondiale.

Undici le tracce del lavoro dell’eclettica musicista americana, fra brani scritti interamente da lei stessa e cover.
Davvero prestigiosi i musicisti che la accompagnano: Leo Genovese, Terri Lyne Carrington, Quintino Cinalli, oltre al trio d’archi composto da Enthco Todorov, Lois Martin e David Eggar.

Mentre si ascoltano i brani dell’album si viene letteralmente rapiti. Se il sound di base è chiaramante di matrice jazz, traspare tutto il trascorso e l’esperienza della giovane musicista. E’ possibile apprezzare sonorità talvolta afro, altre più ispaniche, una miscela che vira verso un’originalissima e nuova canzone d’autore.
Irresistibile quando la Spalding emerge di prepotenza nella melodia con il suo contrabbasso. Altrettanto interessante la sua voce, dolce, delicata o graffiante a seconda dell’occorrenza, capace di raggiungere toni ben sopra il pentagramma.
Un lavoro davvero notevole che conferma quanto già saggiato nei due precedenti album.

Per Esperanza Spalding è giunto inoltre, proprio in queste ore, un ulteriore e importante riconoscimento: la nomination fra i “Best new artists” per i Grammy al fianco di Justin Bieber, Florence con the Machine, i Mumford + Sons.

Valeria Panzeri