La presunta trattativa Lega – ndrangheta. Le parole del pentito Di Bella

La Polemica era divampata dopo le parole di Saviano a “Vieni via con me” nelle scorse settimane. Secondo Saviano la ndrangheta cercava di interagire al nord con il partito del Carroccio.
Da qui la protesta dei leghisti, perché secondo loro al nord la mafia non esiste, e se esiste di certo non dialoga con la Lega.
Ma c’è un pentito, un certo Di Bella, ritenuto attendibile , che ha deciso di raccontare tutto, e le sue parole sono finite in “Metastasi“, il nuovo libro dei giornalisti di Libero Nuzzi e Antonelli.

Su “Sette” di oggi, il settimanale del Corriere della Sera, c’è una clamorosa anticipazione, così introdotta: “Ora, ad aprire Metastasi a pagina 66, ci attendono nuove fiammate, perché Di Bella dichiara che il suo boss, un pomeriggio di marzo del 1990, alla vicilia del grande exploit della Lega, era in compagnia, proprio lì a Lecco, di un giovane dirigente leghista, uno che ne avrebbe fatta di carriera“.
Nome in codice “Gamma”. Uno che negli ultimi anni ha avuto importanti incarichi di Governo. Un “bell’uomo“, dice il pentito. Per ora non sappiamo chi sia ma presto lo sapremo. Ma cosa dice il libro?

A Lecco c’è una via che praticamente è nostra. Cioè, della ‘Ndrangheta. E’ via Belfiore. Al numero 5 c’è un bar piccolo. Molto piccolo. Lo chiamano il bar della Lupara. Dentro ci si sta a malapena in una decina. Ma è un passaggio obbligato, se devi incontrare qualcuno.
Per fissare un appuntamento o decidere un lavoro, lì devi andare. Anche perché 10 metri dopo c’è il Wall Street, e quello è il tempio di Franco (il boss Coco Trovato, ora ergastolano in regime di 41 bis). Un pomeriggio di marzo del 1990 ho appuntamento con Rusconi, l’amico di sempre (…). (Cercando parcheggio) passo davanti al Wall Street (…). Davanti all’Istituto professionale Fiocchi, dopo la cancellata, c’è uno spiazzo, e proprio al centro c’è la Ferrari di Franco.
 Non è posteggiata. E’ infilata in diagonale, a occupare almeno tre posti. Le portiere sono aperte. Dal lato del passeggero sporgono due gambe. Una gonna e un paio di scarpe coi tacchi alti. Da dietro il lunotto si intravedono dei capelli biondi. appoggiati alla fiancata del guidatore ci sono invece franco e gamma (nome in codice di soggetto che ha ricoperto negli ultimi anni importanti incarichi di governo, nda). stanno parlando, e Franco poggia una mano sulla schiena di Gamma che si infila per un terzo nell’abitacolo. (parcheggio più avanti e torno indietro a piedi) Franco e Gamma sono ancora lì che ridono e scherzano, alzo la mano e saluto Franco, che si gira e fa un cenno veloce, un secondo dopo mi ridà già le spalle. Tiro dritto fino al bar belfiore. Quando arrivo all’ingresso, sulla porta ritrovo Ruscono ad aspettarmi. “C’è gamma” gli dico. “Di che parlano?” “E di che devono parlare? Di voti e di bionde”. Rusconi mi prende per un braccio e mi tira dentro come a dire che è meglio mettersi a fare il nostro lavoro. anche se so che pure lui cova rabbia nel vedere coco trovato che presenta le sue conquiste a tutti tranne che a noi. pure a gamma, che è un bell’uomo ma è un leghista. “deve proprio tenere di più a ‘sti polentoni che a noi” avevo detti a franco una sera al bar della lupara. lui mi aveva risposto di farmi i cazzi miei. e ora vederlo in compagnia di gamma mi dava pure più fastidio. “ma come? noi siciliani e calabresi abbiamo fatto di tutto per franco e lui tratta un leghista come un pupillo? gamma? Un casinista, anche se nel senso buono della parola, sempre in giro a organizzare incontri pubblici. Va nei bar, ovunque. Il motto non cambia mai: votare per la lega, fa mettere volantini nei locali, anche nel mio di Olginate, però hanno questo ritornello contro i meridionali, che non lavorano, che il sud è mantenuto, che bisogna rifare tutto. Sono quei tipi di polentoni che proprio non mi piacciono. (…) ma a franco non dà fastidio sentirsi insultato come meridionale, per lui non fa differenza. “La lega parla un’altra lingua, ma vuole le stesse cose: voti e potere. E franco, che non gli è mai fregato niente dei colori delle bandiere, capisce molto prima della gente comune quando la boa si avvicina (…) comincia a sellare il puledro quando è ancora troppo piccolo perché qualcuno ci scommetta sopra. sapendo che se poi diventa grande e veloce, non ci sarà nemmeno bisogno di rincorrerlo. Riconoscerà da solo il padrone. “franco coco trovato aveva scelto il suo cavallo: è Gamma, lo dice a tuttti. Votare lega, votare gamma. Se così è deciso non c’è nulla da discutere (…)”.

Matteo Oliviero