L’ombra del sospetto sul “banchiere dei poveri”

Nel 2006 l’economista bengalese Muhammad Yunus vinse il premio Nobel per la Pace per aver inventato il rivoluzionario sistema del microcredito. Quattro anni dopo, sul “banchiere dei poveri” grava il sospetto di aver utilizzato per scopi non precisati i soldi donati alla sua banca, la Grameen Bank, dal governo norvegese.

A lanciare le accuse è stato il premiato giornalista danese Tom Heinemann in un documentario dal titolo Fanget i Mikrogjeld (Intrappolato nel microdebito) trasmesso dalla televisione nazionale norvegese. Secondo il documentario, nel periodo tra il 1996 e il 1998, Yunu avrebbe sottratto sette miliardi di taka bengalesi (74,5 milioni di euro) donati dalla Norvegia, ma anche da Svezia, Olanda e Germania, alla Grameen Bank, per finanziare il credito ai piccoli imprenditori. Soldi che sarebbero stati girati alla Grameen Kalyan, una società operante nel settore dei servizi per la salute. E tutto ciò senza che il governo di Oslo ne fosse informato.

Secondo quanto rivelato dal documentario, l’agenzia di aiuti norvegese Norad e la Divisione per la per le Relazioni economiche del ministero delle Finanze del Bangladesh chiesero che il denaro fosse ridato alla Grameen Bank, ma furono restituiti solo due miliardi di taka (21, 3 milioni di euro). Denaro che fu più tardi trasformato in prestito della Grameen Kalyan alla Grameen Bank. Heinemann ha anche mostrato lettere inviate al banchiere dei poveri dall’ambasciata di Oslo in cui si chiedono spiegazioni per l’accaduto, e la testimonianza di un ministro norvegese che – sebbene non ci siano prove di eventuali frodi- definisce “inaccettabile” che i soldi siano stati usati per motivi diversi da quelli che cui erano stati donati.

Sebbene Yunus abbia fatto sapere che fornirà spiegazioni plausibili dell’accaduto il “prima possibile”, su di lui grava ormai l’ombra del sospetto. I giornalisti di Fanget i Mikrogjeld si sono recati nei villaggi bengalesi assistiti dal progetto del microcredito, incontrando una situazione ben diversa da quella che si aspettavano. “A Jobra – ha detto Heinemann – abbiamo incontrato la figlia della prima persona che ottenne un microcredito, Sufiya Begun. Siamo poi stati nell’Hillary Village, dove la ex first lady americana Clinton dichiarò appoggio a Yunus e alla sua banca. E abbiamo visto solo povera agente che dal microcredito non ha guadagnato nulla, se non altri debiti”.

Annastella Palasciano