Pompei, dopo l’ennesimo crollo arrivano gli ispettori Unesco

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:45

Non c’è pace per gli scavi di Pompei, ancora una volta alle prese col crollo dei suoi ‘pezzi di storia’. Questa volta a cedere sarebbe stato – secondo la denuncia della Uil beni culturali che il 6 novembre scorso diede per prima la notizia del crollo della ‘Domus gladiatori’ – un muro nella casa di Trebio Valente a una ventina di metri dall’edificio sbriciolato. Non c’è neppure il tempo per il diffondersi della notizia e immediata arriva la smentita da parte della Sovrintendenza archeologica di Napoli e Pompei: “Non si è verificato alcun ulteriore episodio di cedimento, salvo quanto già reso noto a seguito del crollo della Schola Armaturarum del 6 novembre scorso. Nella domus di Trebio Valente – assicura la Sovrintendenza – sono in atto misure di salvaguardia per motivi di prevenzione e si sta procedendo ad opere di alleggerimento del terrapieno retrostante il triclinio estivo e alla messa in atto di opere di puntellamento precauzionale”.

Vera o falsa che sia, la notizia dell’ennesimo crollo mette in serie difficoltà il ministro dei Beni culturali Bondi, ‘graziato’ al momento dalla chiusura della Camera, nonostante da più parti siano state richieste le sue dimissioni.

Ispettori dell’Unesco hanno intanto visitato il sito archeologico di Ercolano per valutare la situazione. Ad accogliere i due archeologici francesi, Alix Barbet, direttore di ricerca del Cnrs ed esperta di pratiche decorative romane, e Jean-Pierre Adam è stata la direttrice del sito Maria Paola Guidobaldi.

Raffaele Emiliano

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