Sanità, ricoveri diminuiti del 10% in tre anni ma ancora troppi quelli evitabili

I ricoveri nel nostro Paese tra il 2005 e il 2008 sono diminuiti del 10% circa ma ancora 15 milioni di italiani del Centro-Sud passano un giorno in ospedale per ricoveri generici, quasi il 40% in più rispetto ad altri 15 milioni del Centro-Nord, circa 11 milioni di giornate di ricoveri evitabili all’anno.

Di queste 11 milioni di giornate, 6,4 milioni avvenute nel 2008 sono potenzialmente inappropriate e la ricerca scientifica le reputa contrastabili con interventi mirati di vaccinazione, controlli pre-ospedalieri per i casi acuti e corretta gestione delle cronicità, tutto in ambito extra-ospedaliero.

Le restanti 4,8 milioni di giornate di degenza, sempre nel 2008, anch’esse prevenibili, sono contrastabili con efficaci interventi di prevenzione primaria, volti ad eliminare alla radice le cause di ricovero ospedaliero con migliori stili di vita e prevenzione degli incidenti, specie stradali, sul lavoro e domestici, con questi ultimi che ricoprono ancora una percentuale eccessivamente elevata.

Sono solo alcune delle conclusione desumibili dal Rapporto ERA, la relazione sull’ospedalizzazione evitabile stilata dal Ministero della Salute, con l’ausilio dell’Istituto Superiore di sanità (Iss), Istat, Università di Roma Tor Vergata e Nebo Ricerche Pa, dal quale si rileva anche che la diminuzione maggiore di ricoveri “inutili” riguarda principalmente Lazio, Sicilia, Sardegna e Abruzzo.

Il Rapporto, elaborato nell’ambito del Progetto istituzionale ed interdisciplinare ERA (Epidomologia e Ricerca Applicata), presentato nel convegno ”Ospedalizzazione evitabile per genere e Unità sanitaria” svoltosi oggi presso l’Iss, raccoglie le informazioni individuate e analizzate dal Gruppo di Lavoro ERA e si sviluppa in due principali filoni: da un alto esamina i risultati raggiunti tra il 2005 e il 2008, triennio in cui si è ridotto del 10%, percentuale molto alta, il tempo medio passato in ospedale dagli italiani e dall’altro fornisce precise linee guida per utilizzare questa svolta “culturale” in modo da identificare e, quindi, contrastare gli aspetti peculiari che spingono le persone verso ricoveri evitabili.

In termini di criticità, la Puglia risulta la regione dove si rischia di più di fare un giorno di ospedale “inappropriato”, e in generale il rischio è maggiore nelle regioni meridionali. Alti rischi anche in Trentino Alto-Adige.

Marco Notari