Stop ai sacchetti di plastica. Dal 2011 divieto di produzione

Dite addio ai sacchetti di plastica. Dal 1 gennaio 2011 non potranno più essere prodotti o messi in commercio i classici sacchetti da spesa non biodegradabili ma, tutti i supermercati e negozi, potranno smaltire le scorte.

Una fine per i sacchetti che inquinano restando  nell’ambiente da un minimo di 15 ad un massimo di mille anni. Ma non solo, inquina l’aria, i mari, i fiumi e anche i boschi. E non si deve pensare ai danni che provocano entrando in contatto con gli animali, in particolare i pesci che si ritrovano in vere e proprie trappole di plastica o che le ingeriscono morendo soffati. 

Un oggetto troppo utilizzato dagli italiani che ne consumano circa 400 a testa ogni anno,  per un totale di 20 miliardi. 

Entusiasto il Wwf <<Ogni anno, nella sola Europa vengono consumati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica usa e getta>>. Il Wwf ha lanciato nel giugno 2009 un’iniziativa con Auchan che <<ha fatto risparmiare all’ambiente 30 milioni di shopper grandi in polietilene e 180 milioni di sacchetti piccoli, per un totale di 1.458 tonnellate di plastica, pari a una superficie di 45mila chilometri quadrati, circa due volte la superficie della Toscana Ogni anno, nella sola Europa -ricorda il Wwf- vengono consumati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica usa e getta>>.

Al posto dei tanto usati sacchetti in plastica, gli ambientalisti stanno già immettendo sul mercato la “borsa milleusi” il cui ricavato va a sostegno delle Oasi dell’associazione.

Dalla Federdistribuzione, invece, arrivano segnali confusi. L’associazione che raggruppa la gran parte delle imprese della Grande distribuzione organizzata, ha dichiarato che  <<Parlare di gradualità è fondamentale perché, oltre a dover consentire l’esaurimento delle scorte, occorre sapere che le quantità attualmente prodotte di sacchetti ecologici non sono sufficienti per gestire un passaggio in una data unica: occorre dare il tempo ai produttori di adeguare le produzioni ai nuovi standard. Qualche azienda – conclude  Federdistribuzione – si è già mossa inserendo nei propri punti vendita sacchetti ecocompatibili, le altre si stanno preparando>>.

Daniela Ciranni