Wikileaks: attraverso Letta il degrado del Cavaliere

Prosegue l’incubo Wikileaks per Silvio Berlusconi. Se ieri il New York Times rivelava come uomini del Pdl avevano parlato del preoccupante stato di salute del Premier all’ambasciatore Usa Reginald Spogli, e che le condizioni precarie del Cavaliere erano legate alla sua inclinazione ai festini, oggi sono il Guardian e lo spagnolo El Pais a svelare i nomi delle due “gole profonde” del governo. Uno è Giampiero Cantoni, presidente della commissione difesa del Senato. L’altro è addirittura l’eminenza azzurra Gianni Letta, il quale nel 2009 avrebbe definito Berlusconi “fisicamente e politicamente debole, e senza energie”. Era, invece, Cantoni a parlare dello stato di salute del Premier: un quadro clinico disastroso a causa della sua inclinazione a festini selvaggi.

Non si sono fatte attendere le smentite del Sottosegretario e di Cantoni. Letta, in una nota, dice “è vero esattamente il contrario di quanto si legge.” Eppure ricordiamo quanto i giornali inglesi riportarono a Giugno dell’anno scorso, a proposito del caso D’Addario: il Times e il Telegraph dedicarono un’intera pagina al braccio destro di Berlusconi. E John Follain, inviato del Sunday Times a Bari, scriveva che fonti interne al governo “dicono che Gianni Letta si è distanziato dal premier e da alcuni mesi declina i suoi inviti a cena”. Un collaboratore vicino a Berlusconi, si sfogava poi col giornalista inglese descrivendo Berlusconi come un Re Mida al contrario. Un uomo che sporca tutto quello che tocca. “alleati nella sua coalizione di centro destra – concludeva Follain –  si azzardano in privato a contemplare un’era post-Berlusconi”.

Era il Giugno 2009, e quanto oggi diffonde Wikileaks sembra l’esatto specchio di quanto avveniva un anno fa. “Di fronte alle voci ed alle insinuazioni che volevano un Berlusconi depresso e senza energia – precisa Letta – ho sempre smentito tale circostanza e affermato la pura verità: e cioè che il Presidente del Consiglio era ed è in piena forma.” Parole che fanno pensare al sorriso di Hillary Clinton, che Mercoledì elogiava il Cavaliere come il migliore amico degli Stati Uniti.

Una corsa ai ripari, quella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che offre anche la misura di quella che è stata la politica italiana negli ultimi due anni: di fronte alle proteste degli studenti, ai sindacati sul piede di guerra, ai tragici dati della disoccupazione, alle proiezioni economiche che danno l’Italia il prossimo Paese a rischio crollo dopo il Portogallo. Di fronte ad un Parlamento paralizzato in vista del 14 dicembre, Gianni Letta tiene a precisare che “Il Presidente del Consiglio era ed è in piena forma”. Eccolo il metro diagnostico della politica italiana. Quello secondo il quale la fedeltà al capo (e di conseguenza al programma di governo) la si rinnova parlando della sua forma fisica. Del corpo di un uomo. Chissà cosa ne è stato in questi anni del corpo delle donne.

Cristiano Marti