Caso Scazzi: Michele potrebbe fornire una nuova versione

Ancora avvolta nel giallo la morte di Sarah Scazzi, scomparsa e uccisa il 26 agosto scorso. Lo zio Michele ha già fornito ben sette versioni diverse sull’omicidio e, secondo quanto afferma il suo legale, è pronto a darne un’altra. Come si augura il fratello della vittima, Claudio Scazzi, e non solo lui, si spera che questa contenga finalmente la verità.

Durante la puntata di ieri di Quarto Grado, l’avvocato di Michele Misseri, Daniele Galoppa, ha annunciato che lo zio della piccola Sarah potrebbe cambiare ancora versione e aggiungere altro rispetto a quanto già detto nell’incidente probatorio sull’omicidio della nipote. Si tratterebbe, quindi, dell’ottava versione dei fatti. Nel caso, quanto affermato dal legale, si verificherà, si tratterà della versione definitiva? Dirà finalmente la verità? E’ quanto si augura il fratello della vittima, Claudio Scazzi, anche lui presente alla trasmissione televisiva: Non mi sembra tanto normale dare ben sette versioni diverse, ora ne vuol dare una nuova e speriamo sia quella vera.

Intanto le ferite trovate sulle braccia dell’uomo il 7 ottobre, secondo Luigi Strada, consulente medico dei pm inquirenti, risulterebbero compatibili con segni di unghie e graffi “vecchie di quaranta giorni, cioè possono risalire al giorno in cui la piccola Sarah è stata uccisa. La notizia, resa nota dall’Ansa, è stata ribadita anche nel corso della serata di ieri durante la puntata di Quarto Grado da Enrico Risso, consulente medico del collegio difensivo di Sabrina Misseri.

Avvolta ancora nel dubbio la firma di Cosima Serrano. Secondo quanto è stato riferito dalla donna stessa, la  mamma di Sabrina la mattina del 26 agosto, giorno in cui Sarah è stata uccisa,  è stata a lavoro fino a mezzogiorno. Un impiegato ha, poi, raccontato che Cosima si sarebbe recata in banca per depositare del denaro e davanti all’impiegato avrebbe firmato una quietanza. Questo è stato negato dalla signora Serrano, che si è giustificata facendo notare la distanza dal posto di lavoro alla banca in questione. Qual è la verità? La firma che appare sulla ricevuta di versamento è diversa da quella che Cosima ha fatto davanti ai carabinieri. Una delle due firme è certamente falsa. Ma quale?

Simona Leo