Cicchitto: “Rispettiamo le prerogative di Napolitano, ma oltre Berlusconi c’è solo il voto”

Non si spengono le polemiche intorno al ‘ce ne freghiamo’ con cui ieri il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini ha risposto alla nota del Quirinale in cui si ribadivano le prerogative del Presidente della Repubblica in merito alla gestione della crisi di Governo. A cercare di gettare acqua sul fuoco è il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, il quale dichiara che il suo partito rispetta le prerogative del capo dello Stato. Tuttavia – è il rapido chiarimento di Cicchitto – se il 14 il premier sarà sfiduciato, le alternative restano solo due: o si va avanti con Berlusconi, o si va al voto. Altre vie non ci sono.

”Da parte nostra – afferma Cicchitto in una lunga nota – non viene e non verrà mai meno il rispetto che dobbiamo al Presidente della Repubblica e alle sue prerogative. Di conseguenza, al di là di polemiche contingenti, il punto in discussione è un altro. Qualora il Governo, come noi ci auguriamo e come è probabile perché la cifra della cosiddetta ‘quota 317’ evocata dagli espoenti del Terzo Polo è solo sulla carta ed è sbandierata per influenzare gli incerti, ottenga la fiducia nei due rami del Parlamento ovviamente nulla quaestio. Evidentemente le cose sarebbero destinate a complicarsi qualora alla Camera passasse un voto di sfiducia”.

”In quel caso – prosegue il presidente dei deputati del Pdl – sarebbe evidentemente del tutto legittimo che noi sottoponessimo all’attenzione del capo dello Stato e dell’opinione pubblica alcune valutazioni di fondo. In primo luogo che non ci potrebbe essere governo tecnico ‘in re ipsa’ perché il Pdl e la Lega in quel caso non sarebbero disponibili e chiederebbero elezioni anticipate. Si tratterebbe allora di fare un governo del tutto ‘politico’ fondato su un autentico ribaltone costituito dall’alleanza fra il Terzo Polo, il Pd ed eventualmente l’Italia del Valori. Ma, oltre ad essere un ribaltone rispetto alle elezioni del 2008, questo governo vista l’eterogeneità delle forze non avrebbe nessuna base né politica né programmatica per affrontare alcun problema. Per questo, rendendosi conto del cul de sac in cui si sono cacciati con la loro improvvida presentazione della mozione di sfiducia, adesso Fini-Casini-Rutelli chiedono a Berlusconi il favore di dare le dimissioni prima del 14 dicembre, in modo da risolvere i loro problemi. Ovviamente Berlusconi non farà questo favore al Terzo Polo e tanto meno alla sinistra”.

”Per queste ragioni politiche di fondo, nel più pieno rispetto delle prerogative del capo dello Stato, ma anche tenendo conto della sovranità degli elettori e delle posizioni di alcune forze politiche assai importanti quali il Pdl e la Lega, le uniche alternative possibili – conclude Cicchitto – sono: o la tenuta del governo Berlusconi -con tutti gli arricchimenti programmatici anche derivanti dalle proposte delle forze sociali e con qualche disponibilità a prendere in considerazione le modifiche possibili e accettabili della seconda parte della Costituzione e della stessa legge elettorale – oppure le elezioni anticipate”.

Raffaele Emiliano