Da Fli al Pd: è bufera sulle parole di Verdini

La tensione è alle stelle e le dichiarazioni consegnate dai vari esponenti politici alla stampa contribuiscono a infiammare il clima rovente che anticipa la votazione parlamentare del 14 dicembre. Tra gli scenari ipotizzati, quello che prefigura la caduta del governo Berlusconi (almeno alla Camera) è il più accreditato e spinge i pidiellini a rilasciare dichiarazioni spesso scomposte. Come quella del coordinatore Denis Verdini che ha ieri incautamente detto di “fregarsene” delle prerogative del capo dello Stato che, all’indomani del voto di sfiducia, dovrà decidere sul da farsi.

Le sue parole hanno innescato una polemica senza fine, tanto da indurlo a rilasciare una nuova dichiarazione con la quale ha tentato di aggiustare il tiro: “E’ la solita strumentalizzazione di parole pronunciate all’interno di un lungo e articolato discorso – ha spiegato il coordinatore del Pdl – estrapolate al punto da distorcerne il senso: non ho maipensato, né a maggior ragione detto che noi ce ne freghiamo delle prerogative del capo dello Stato. Ho spiegato che ce ne ‘freghiamo politicamente’, nel senso che se la Costituzione riconosce al presidente della Repubblica il diritto di seguire il percorso che ritiene più giusto – ha precisato – altrettanto la Carta suprema riconosce ai partiti, che nello specifico hanno il diritto di chiedere, anche a gran voce, di non escludere da un eventuale governo chi ha stravinto le elezioni“.

Una precisazione che non è servita a spegnere le polemiche. “Le parole di Verdini – ha commentato Italo Bocchino di Fli – confermano l’assoluto disprezzo del Pdl per ogni regola, ancor più gravi perché relative alle prerogative che la Costituzione attribuisce al Capo dello  Stato”. Trachant anche il giudizio di Pier Luigi Bersani, segretario del Pd: “Quelle di Verdini – ha detto – sono parole vergognose e di una  gravità inaudita. La smentita è anche peggiore delle affermazioni precedenti. La squadra di Berlusconi sta perdendo la testa“.

Per Leoluca Orlando, portavoce dei dipietristi, il discorso del coordinatore del Pdl rappresenta “uno schiaffo alla Carta”, attraverso “un vocabolario e un atteggiamento di stampo fascista“, mentre il finiano Carmelo Briguglio ha osservato che nelle parole di Denis Verdini possono essere individuate tracce di malcelata minaccia: “Se pensano di estendere il metodo Boffo anche al presidente della Repubblica – ha denunciato – l’Italia reagirà”.

Maria Saporito