Eni vende i gasdotti europei. Tesoro socio maggiore dell’azienda

Eni ha avviato il processo di vendita dei gasdotti Tag, Transitgas e Tenp.

La Cassa Depositi e Prestiti controllata dal Tesoro, in un comunicato di venerdì, ha fatto sapere, intanto, di aver acquisito un altro 16,38% del gruppo energetico.

Il 30 novembre, infatti, con decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze, assistito da Deutsche Bank, è cominciata la dismissione delle partecipazioni in Poste italiane, Enel e Stm per un totale di 10,7 miliardi di euro a fronte di un aumento di quella nel gruppo petrolifero.

La Cassa Depositi e Prestiti, a titolo di corrispettivo, ha girato al ministero il 17,36% dell’Eni per 6,6 miliardi, oltre 163 milioni in contanti relativi all’acconto sul dividendo distribuito dalla società, il 35% di poste italiane per 3,28 miliardi e il 13,77% di Stm per 810 milioni.

In tal modo la partecipazione totale della Cdp arriva al 26,37% dell’Eni, sicchè il Tesoro diventa il socio maggiore dell’azienda.

Paolo Scaroni, Ad di Eni,  ha ipotizzato più volte di poter raccogliere dalla vendita dei tre gasdotti fino a 1,5 miliardi, di cui circa la metà per il solo Tag e il resto per gli altri due.

La vendita è iniziata dopo che nei mesi scorsi Eni ha ottenuto il via libera della Commissione europea, dopo il quale ha anche concordato con i partner delle singole partecipazioni in Tenp (Eon) e Transitgas (Swissgas) la strategia migliore per la cessione delle partecipazioni.

I potenziali soggetti interessati, secondo la stampa specializzata, potrebbero essere fondi infrastrutturali, o società particolarmente attive nel settore, che si potrebbero eventualmente organizzare sotto forma di consorzio, data l’importanza delle operazioni in termini strategici e finanziari.

Tenp, infatti, è composto di due linee, la prima delle quali è in esercizio dal 1974 mentre la seconda è stata completata nel 2006 ed attraversa la Germania per quasi 500 chilometri partendo da Bocholtz, ai confini con i Paesi Bassi, dove si allaccia anche alla rete olandese, fino alla frontiera svizzera, presso Wallbach, dove si aggancia con Transitgas.

Quest’altro gasdotto si sviluppa per 293 chilometri fino alla a Passo Gries, dove confluisce nella rete italiana della Snam Rete Gas.

Dal 2001, tramite un collegamento di 55 chilometri dalla località di RodersdorfOltingue alla frontiera franco-svizzera, si aggancia anche con la rete di Gaz de France.

Con l’annuncio di aver avviato questo processo di dismissione delle proprie partecipazioni, Eni ha, probabilmente, chiuso il contenzioso con l’Unione europea, che accusava il gruppo petrolifero di “abuso di posizione dominante”.

Marco Notari