I “traditori” nel mirino di “Libero”

E’ un editoriale durissimo quello che Maurizio Belpietro firma oggi sulla prima pagina di “Libero“. La caduta del governo Berlusconi sembra ormai prossima e la stampa vicina al Cavaliere dimostra di non riuscire a contenere il nervosismo. Da qui l’esigenza di dare fondo al proprio risentimento, rovesciando la responsabilità della probabilissima crisi ai “cambiacasacca” che hanno voltato le spalle al premier.

Sono 15 le foto segnaletiche dei parlamentari che campeggiano sulla prima pagina di “Libero”: 15 ritratti con tanto di nome, cognome e indirizzo email. E corredati da una lettera al vetriolo che Belpietro ha voluto recapitare ai “traditori”, invitando i lettori più arrabbiati del suo giornale a scrivere ai ribaltonisti.

Cari traditori – inizia il direttore nella sua missiva – qui sotto trovate le vostre foto e il vostro indirizzo email alla Camera. Immagino la sorpresa e l’arrabbiatura nel vederli pubblicatiedati in pasto ai lettori, i quali da qui al 14 dicembre, e anche dopo, potranno scrivervi ed esprimere personalmente ciò che pensano del vostro operato. Dite che così vi mettiamo nel mirino, ci accusate di intimidazione e di usare la carta stampata come un manganello? Dite quel che vi pare – osserva Belpietro – a noi importa un fico secco“.

“La sola cosa che ci preme – continua il direttore di “Libero” – è far conoscere nomi e volti di chi si appresta a tradire il mandato ricevuto dagli elettori quando fu spedito in Parlamento. Molti di voi all’epoca erano perfetti sconosciuti, per lo meno al grande pubblico. Eppure gli italiani di centrodestra vi votarono in massa. Non già perché fossero attirati dalle vostre idee o dal modo con cui eravate in grado di esporle – precisa il giornalista – semplicemente perché sulla scheda c’era il nome di Berlusconi. Fu lui che scelsero gli elettori, fu a lui che affidarono il compito di realizzare il programma presentato in campagna elettorale. Eppure voi, perfetti sconosciuti  diventati deputati grazie al suo nome e al suo consenso – rincara il direttore – vi preparate a votargli la sfiducia”.

Una missiva pesante e impietosa, che prende di mira i 45 “traditori” che hanno determinato lo sfarinamento della maggioranza. A partire dai “finiani”, che con la loro “secessione” hanno originato la crisi che porterà alla quasi certa caduta dell’esecutivo. Da Italo Bocchino a Fabio Granata, da Giulia Bongiorno a Luca Barbareschi, passando per Giorgio La Malfa e Paolo Guzzanti. La “filippica” di “Libero” si srotola su due paginoni per concedere il giusto spazio alla condanna senza appello dei ribaltonisti. Fino alla chiusa inquietante: “Forse il 14 dicembre riuscirete a buttar giù il Cavaliere e anche a ottenere uno strapuntino – conclude Belpietro – ma ora che vi hanno visto e conoscono la vostra mail, alle prossime elezioni gli italiani si ricorderanno di voi“.

Maria Saporito