Il terzo polo replica a Berlusconi: presentata la mozione di sfiducia

Non è ancora rientrato in Italia Silvio Berlusconi. Prima a Tripoli per il summit con l’Unione Africana, poi ad Astana col vertice Ocse ed ora in Russia, a Soci. E’ da lì che deve rispondere della situazione rovente a Roma, dove Wikileaks e terzo polo stanno monopolizzando il clima di polemiche e attacchi. Prima i cablogrammi sui suoi festini selvaggi, poi le parole di Gianni Letta e Giampiero Cantoni sulla sua debolezza politica e il suo disastroso stato di salute. Infine la mozione di sfiducia presentata da Fli, Udc e Api.

Berlusconi parla in conferenza stampa al fianco del presidente Dmitri Medvedev difendendo il suo braccio destro Letta (“La persona più limpida e leale che si possa immaginare”): “Scrivere di un comportamento ambiguo o sleale nei miei confronti è calunniare. Per lui provo affetto, amicizia, stima e riconoscenza più totale.” Difende anche Cantoni, il suo amico da ormai 50 anni. Ma l’argomento preferito del Cavaliere è questa volta il progetto del terzo polo e la possibile sfiducia il 14 dicembre. Sarebbe una “bufala” il dato che parla di una Camera che ormai conta 317 deputati contro il Governo. Anzi: “il terzo polo (è) esile nei numeri (e) smisurato nella ambizioni”.

Giovedì, infatti, dal colloquio tra Fini, Casini e Rutelli è arrivata la richiesta di sfiducia nei confronti dell’esecutivo. Nel documento ufficiale si auspica “l’avvio di una nuova fase politica (…) che punti a modifiche della legge elettorale con un governo capace di prendere misure adeguate per evitare il declino del Paese e garantire il suo futuro civile ed economico”.

Documento che oggi è stato presentato alla Camera, sostenuta da numeri consistenti: 85 firme dei deputati di Api, Fli, Udc, Mpa e Liberaldemocratici. La replica alle parole del Premier è arrivata da Italo Bocchino: “Non è la bufala, è la realtà dei numeri.” Infatti sommando le 85 firme ai deputati dell’opposizione “è evidente – prosegue il capogruppo finiano a Montecitorio – che ci sono i 317 voti per chiudere questa esperienza di governo.” Ma dal Pdl avvertono: il 14 dicembre qualcuno potrebbe trovarsi di fronte ad una sorpresa. Il monito arriva da Fabrizio Cicchitto, in un clima che però inizia seriamente a segnare la strada degli ultimi giorni di questa legislatura. A sottolinearlo è il leader Udc Casini: Berlusconi prenda atto che “ha già perso, perchè se lui prendesse la fiducia anche per un voto in più, tutti sanno che non riuscirebbe a governare”.

Ora il cerino passa nella mani del Cavaliere, dato che i numeri delle opposizioni lo costringerebbero di fronte alla soluzione di un governo tecnico, del quale ovviamente non sarà alla guida. E’ lo stesso Casini a passargli la palla: votata l’eventuale sfiducia al governo, “devono essere i parlamentari del Pdl e della Lega che dicono di no” all’esecutivo di responsabilità nazionale. “Ma se dicono di no, poi nessuno ha il diritto di veto.

Cristiano Marti