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Israele: Al Queda rivendica l’incendio sul Monte Carmelo

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Dietro l’incendio che sta devastando il Monte Carmelo in Israele ci sarebbe la mano di Al Queda. E’ la stessa organizzazione terroristica a rivendicare la tragedia che da tre giorni sta impegnando i soccorsi internazionali e che ha già causato 41 morti e costretto 20.000 persone a lasciare le loro case.

Gli autori di quello che ormai sembra essere un attentato sono i Leoni dei mujahidin in Palestina, nuova sigla riconducibile alla rete di Al Queda. La rivendicazione è arrivata da internet, in un messaggio nel quale i terroristi dicono di aver “agito nella notte tra giovedì e venerdì scorso, eseguendo una spedizione benedetta ed eroica unica nel suo genere all’interno del territorio del popolo usurpatore, sul monte Carmelo occupato, appiccando il fuoco tra i suoi alberi e provocando la morte di più di 40 persone e il ferimento di altre decine, come riconosciuto dallo stesso nemico”.

Nel governo israeliano, però, ci sono dubbi sull’attendibilità della rivendicazione. La versione che secondo gli interni emerge dai primi sopralluoghi (e che riporta il sito del Corsera) è quella che l’incendio sarebbe stato causato dal comportamento negligente di alcuni abitanti del villaggio Ussafiya, incapaci di domare un falò che avevano acceso. Proseguono, però, le indagini della polizia che non esclude nemmeno la mano di piromani che abbiano appiccato incendi in diversi punti della zona.

Resta comunque il messaggio di Al Queda, soddisfatta di aver compiuto contro i nemici israeliani un attentato i cui effetti hanno superato le loro stesse aspettative. Ringraziamo “il vento – si legge ancora nel messaggio di rivendicazione – che è stato uno dei soldati di Allah, per il suo aiuto, facendo espandere le fiamme fino a dove non avremmo mai pensato, tanto che il nemico non è stato in grado di domarlo e si è visto costretto a chiedere aiuto a forze straniere.” Quella dei Leoni dei mujahidin sarebbe stata una vendetta contro l’uccisione di alcuni musulmani legati al gruppo jihadista palestinese Esercito dell’Islam, morti nelle scorse settimane dopo alcuni raid aerei israeliani.

Intanto continuano ad arrivare gli aiuti internazionali: due aerei russi (con la capacità di 42 tonnellate di acqua) sono già all’opera nell’area dell’incendio, mentre il portavoce dei Vigili del fuoco Yoram Levy ringrazia, affermando che gli aiuti potrebbero aiutare ad estinguere l’incendio anche entro questa notte. Le fiamme, nel frattempo, hanno già divorato 4 milioni di alberi (3.400 ettari), con un bilancio delle vittime che nelle ultime ore è salito a 43.

Cristiano Marti