Lazio-Inter 3-1, Lopez: “Il merito è nostro”; Benitez: “Senza Eto’o e Milito è dura”


I nerazzurri soccombono all’Olimpico (è già la seconda volta quest’anno) sotto i colpi di una Lazio sempre più convincente. La squadra di Edy Reja va in vantaggio con Biava nel primo tempo, nella ripresa Zarate approfitta di una disattenzione del baby Natalino e raddoppia. Accorcia poi le distanze l’ex (fischiato dal pubblico biancoceleste) Goran Pandev, alla prima rete stagionale. L’Inter sembra crederci, sfiora il pareggio, ci pensa poi Hernanes a castigare definitivamente Zanetti e compagni su calcio di punizione deviato dalla barriera. La Lazio vola in paradiso, l’Inter sprofonda a 7 punti dalla vetta.

La febbre a 39° tiene Edy Reja lontano dai microfoni nel post-partita. Si presenta così davanti ai giornalisti il vice, Giovanni Lopez che, ai microfoni di Sky, tiene a precisare il valore della sua squadra e dei tre punti ottenuti contro una grande squadra: “Una vittoria meritata, chiunque avessimo affrontato sarebbe andata ugualmente. Direi una partita quasi perfetta, tranne quel gol preso: siamo contenti, è andato tutto bene. Questa Lazio ha qualità importanti, cercheremo sempre di tirarle fuori: abbiamo battuto una grande Inter anche se un po’ in difficoltà, ma ci sono i meriti dei giocatori della Lazio. Il cambio Natalino-Zàrate? Il ragazzo dell’Inter era in difficoltà contro Mauro, Reja era d’accordo con me ed abbiamo cambiato fascia rispondendo alla mossa di Benitez, che aveva spostato a sua volta il giovane terzino”.
E’ raggiante di gioia anche Hernanes, il “Profeta”, migliore in campo stasera che rilascia un’intervista sempre a Sky Sport subito dopo il fischio finale: “E’ stata una grande partita, abbiamo fatto una grande prova. Sono contento anche per il gol e la prestazione che ho offerto aiutando in attacco. Ringrazio Dio per una partita del genere, speravo da molto in una vittoria così. Questa è la squadra giusta, non dobbiamo mollare nulla, ma continuare così per arrivare il più lontano possibile”.

Per Benitez tornano ad aleggiare i fantasmi, ma il tecnico spagnolo riesce a trovare qualcosa di buono nella prestazione dei suoi ragazzi: “La squadra ha avuto una buona reazione nel secondo tempo, abbiamo tante difficoltà e ho visto i ragazzi provarci fino alla fine e questo è positivo. La Lazio ha giocato bene, alcune cose per noi non sono andate bene, l’occasione di Cordoba poteva cambiare il match, per loro è andato tutto bene. Testa al Mondiale per club? Non era facile essere tutti concentrati, ma la squadra ha lavorato”. Poi l’ammissione: “Di sicuro è dura in attacco senza i due attaccanti che fanno più gol, Eto’o e Milito, che non sono disponibili. Dopo essere andati sotto è stato più difficile. Con i giocatori che abbiamo dobbiamo trovare equilibrio, loro non creavano situazioni chiare, abbiamo subito gol su un calcio d’angolo per un errore di marcatura. Troppo frenetici? Abbiamo parlato di questo e alle volte andiamo troppo avanti troppo e rischiamo in contropiede. Thiago Motta? Al momento non ha la velocità nelle gambe per poter controllare bene tutti gli spazi e abbiamo avuto qualche problema. Stankovic? Ha sentito un po’ di indurimento ed è andato fuori per non rischiare”.
Capitan Zanetti, intervistato da Inter Channel, dà la colpa alla poca fortuna: “Sono amareggiato per la sconfitta, non ci voleva, ma stiamo pagando tanti episodi sfortunati. Capita che il primo tiro dei nostri avversari si trasformi in un gol. Stasera, abbiamo cercato di reagire dopo il primo svantaggio, abbiamo avuto la palla del 2-2 con Cordoba, ma questo è il calcio e bisogna andare avanti. Adesso mancano 3 partite: quella con il Werder Brema che potrà farci diventare primi nel girone di Champions League, poi c’è il Mondiale e, nel 2011, quando tutti i i giocatori saranno recuperati, sarà tutto diverso. Le difficoltà ci sono ma si devono superare e quando tutti torneranno speriamo di poter iniziare un cammino pieno di sole soddisfazioni. Dispiace perdere perchè, dopo la vittoria con il Parma, oggi potevamo uscire dall’Olimpico con un risultato diverso dalla sconfitta”.

Miro Santoro