Mps, riassetto completato

Mps ha completato ieri il riassetto delle attività immobiliari del gruppo.

L’assemblea straordinaria della banca ha dato il via libera alla fusione nella capogruppo delle controllate Paschi gestioni immobiliari e Mps investments e tagliate altre 15 poltrone, che vanno a sommarsi alle 193 già eliminate tra consigli d’amministrazione e collegi sindacali soppressi negli ultimi due anni.

Con l’operazione deliberata ieri, conseguente alla cessione per 1,7 miliardi degli immobili strumentali al consorzio Perimetro gestioni immobiliari, l’istituto senese ha completato il programma di dismissioni annunciato nei mesi scorsi.

Il presidente Giuseppe Mussari ha evidenziato come “l’obiettivo, indicato dal piano industriale del 2006, era la rifocalizzazione dei nostri asset sul core business retail e il rafforzamento patrimoniale”.

“Prima dell’acquisto di Antonveneta avevamo il 6% di Tier 1, adesso siamo all’8,4% – ha risposto a chi gli chiedeva se l’acquisizione dell’istituto padovano non avesse gravato più del previsto sul gruppo –  adesso restano da cedere gli immobili non strumentali, ma il piano di dismissioni può dirsi sostanzialmente chiuso”.

Mussari, potendo contare sulla “capacità del gruppo di generare patrimonio”, ha anche dichiarato che è intenzione di Mps restituire al Tesoro i Tremonti-bonds da 1,9 miliardi di euro con un anno di anticipo rispetto alla scadenza maturale del 2013, intenzione confermata dal direttore generale Antonio Vigni.

“I primi nove mesi del 2010 hanno messo in rilievo la nostra capacità di tenuta sul fronte dei ricavi e la forte azione per quanto riguarda i costi. – ha aggiunto Vigni – Per fine anno abbiamo alzato al 4,5% l’obiettivo di riduzione delle spese: siamo impegnati a raggiungerlo e, se possibile, anche a migliorarlo ulteriormente”.

Il direttore generale, sull’eventuale rischio di dover affrontare un concordato fiscale con l’Agenzia delle entrate per le operazioni realizzate negli anni 2004-2008 che avrebbero generato indebiti risparmi in termini di imposte, ha spiegato che “per il Monte si tratta di un rischio remoto”, in quanto “confortati da autorevoli pareri».

Mussari e Vigni  hanno ribadito, infine, che il nuovo piano industriale sarà pronto in primavera, perché “a quel punto l’obiettivo strategico del gruppo sarà chiaro”.

Marco Notari