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Sarah Scazzi: graffi su Michele, il medico “Provocati dai rami”

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Il professor Luigi Strada dichiara: “Le ferite riportate da Michele Misseri sono state causate dai rami del vigneto”.

Il medico legale, incaricato dalla Procura della Repubblica di Taranto ad occuparsi del caso di Sarah Scazzi, si oppone alla tesi della difesa di Sabrina Misseri, cugina della vittima e maggiore indiziata per l’omicidio.

Il professore notava, lo scorso 7 ottobre, in occasione del colloquio in questura dove Misseri si dichiarava colpevole dell’omicidio di Sarah Scazzi, delle cicatrici sul braccio dell’uomo. “Potevano risalire a 40 giorni prima, ad una prima occhiata, morfologicamente richiamavano segni di unghie”, spiega il medico, sottolineando quanto avrebbe potuto aiutare il particolare rilevato da un paio di segni sul braccio. In pratica, si sarebbe potuto trattare di un tentativo fisico di difesa da parte di Sarah.

Dopo qualche tempo, Michele chiamava in correità sua figlia Sabrina, definendola complice dello strangolamento, poi depositava la versione definitiva: un alterco finito in tragedia, la cugina maggiore aveva ammazzato la piccola.

Da qui, i legali di Sabrina Misseri, Vito Russo e Emilia Velletri, avevano utilizzato più volte il particolare relativo ai graffi su Michele, indicando in quei segni il tentativo di Sarah per allontanare il suo carnefice.

Strada esclude l’ipotesi, spiegando nel dettaglio l’iter delle piccole ferite: “In questi casi si devono fare delle riflessioni sia sul tempo trascorso sia quale oggetto può avere provocato una ferita. In occasione della seconda visita ho costatato che ormai, dopo 18 giorni, queste cicatrici erano quasi sparite. E’ ovvio che devo ritenere che il 7 ottobre erano in evoluzione e che quindi non erano vecchie. Difficile farle risalire a 40 giorni prima”.

A dichiarare l’incidente avvenuto tra i vigneti, ci pensò a suo tempo anche lo stesso Michele, che in una deposizione del 25 ottobre, dichiarava con sicurezza e convinzione che si era procurato le ferite mentre lavorava ai campi.

Nulla, insomma, che lasciasse supporre l’ennesima bugia o contraddizione in un caso fin troppo complicato per giungere ad una conclusione.

Carmine Della Pia